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Attualità 28 luglio 2010 - Ore: 6:49:
Questione puzza: non resta che rassegnarsi

“Questa storia va ormai avanti da qualche anno, sono state fatte tutte le verifiche necessarie, adesso non so proprio cosa fare ancora. Quest’anno, anche se l’odore sembra non sentirsi come gli scorsi anni – anche se ci sono state giornate in cui si è sentito parecchio – la situazione potrà peggiorare notevolmente con il conferimento degli scarti di Ar in piena campagna del pomodoro. Per questo avevo sottolineato la possibilità di lavorare una quantità molto inferiore di prodotto”.

Così Pasquale Dotoli, sindaco di Lucera, all’Attacco che oggi che è tornato parlare del tanfo che invade, soprattutto in estate, il centro federiciano, la città di Foggia e ora sembra anche Troia.

 

“L'amministrazione comunale non ha mai abbandonato la questione della ‘puzza’ che in alcune ore delle giornate estive pervade gran parte della città”, questo invece l’incipit della nota stampa diramata stamattina dalla portavoce di Dotoli, che prosegue: “A riprova di ciò fanno fede le numerose sollecitazioni per iscritto inoltrate dal primo cittadino agli Enti preposti per le opportune azioni volte a risolvere la questione.

Giova inoltre precisare che segnatamente alle dichiarazioni della ditta Ecoagrimm srl: ...‘la politica nell'ultimo periodo ha compreso la bontà del nostro impianto’ apparse su alcuni siti, il riferimento riguarda probabilmente la volontà prospettata dalla stessa ditta alla Amministrazione comunale di investire in un impianto anaerobico della fermentazione del materiale trattato finalizzato da una parte ad eliminare le emissioni maleodoranti e dall'altra alla produzione di energia elettrica da biogas ottenuto dalla lavorazione anaerobica”.

 

Il comunicato stampa, che non collima con quanto detto dal sindaco nell’intervista dell’Attacco, arriva all’indomani delle dichiarazioni rilasciate da Stefano Montagano, amministratore della Ecoagrimm srl - azienda che opera in contrada Ripatetta con la produzione di “ammendante compostato misto, humus e stallatico” al medesimo giornale o e riportate ieri da Luceraweb. Giunge oggi, sebbene Luceraweb scriva regolarmente del prepotente ritorno della famosa puzza fin dall’inizio di giugno di quest’anno, e riportando quanto detto dallo stesso Dotoli in conferenza stampa non più tardi del 15 luglio scorso. “Domani tornerò a scrivere a tutte le autorità competenti”. In quella occasione il primo cittadino aveva detto anche che la situazione si era risolta ma che poi quella puzza l’aveva sentita anche lui “l’altra sera” e che “la situazione non può andare avanti così”.

 

E mentre Montagano ieri parlava di “illusione olfattiva”, attraverso la nota odierna di Palazzo Mozzagrugno, si scopre in realtà il 6 luglio, quindi alcuni giorni prima dell’incontro del sindaco con la stampa locale, si è svolta una “Conferenza dei servizi tenutasi presso la Provincia di Foggia, finalizzata alla domanda presentata dalla ditta Ecoagrimm srl per l'autorizzazione delle emissioni in atmosfera, il Comune di Lucera grazie alla presenza ed al contributo dell'ARPA Puglia (assente l'AUSL Foggia) ha chiesto ed ottenuto dalla ditta in questione i seguenti impegni: campagna di misura delle emissione odorigene mediante olfattometria dinamica prendendo come riferimento le linee guida della regione Lombardia (regione all'avanguardia su tale problematica) avvalendosi dell'ausilio dell'Università di Udine; concordare con l'ARPA l'effettuazione di tale campagna, registrando l'andamento del processo ed in particolare della temperatura e dell'umidità anche mediante controllo manuale in caso di malfunzionamento delle sonde; monitoraggio e registrazione dell'umidità del biofiltro in modo di verificare il corretto funzionamento dello stesso ed ad effettuare la manutenzione periodica del biofiltro secondo le indicazioni del costruttore; fornire i dati riguardanti i fanghi in ingresso nell'impianto; ridurre le emissioni odorigene grazie ad un impianto di digestione anaerobica per la generazione elettrica da biogas con il risultato finale di ricavare un prodotto organico residuo che, essendo stato trattato interamente all'interno di apposite celle, risulterà una volta tirato fuori dalle stessa quasi del tutto inodore.

Abbiamo preteso ed ottenuto le seguenti prescrizioni per l'esercizio dell'attività della ditta Ecoagrimm srl – conclude il comunicato - e vigileremo, con gli Enti preposti il rispetto di quanto abbiamo stabilito in conferenza dei servizi, continuando il nostro lavoro di salvaguardia e tutela della salute pubblica”.

 

Ma su l’Attacco di oggi si legge ben altro. Anzitutto che “né Antonino Russo (della ditta Ar, ndr) né tanto meno Montagano sarebbero disposti a fare un passo indietro sui volumi di produzione”, così come da invito di Dotoli, ma anzi “il patron campano dell’oro rosso” avrebbe lasciato chiaramente intendere che “la Ecoagrimm sarebbe stato uno degli elementi strategici per la decisione di realizzare il megaimpianto di trasformazione a Foggia”. Immaginabile quindi il danno se l’azienda non potesse utilizzare il servizio di smaltimento dell’attività di Ripatetta.

Inoltre, sempre sul quotidiano foggiano Dotoli afferma: “La mia competenza si ferma alla valutazione sanitaria del fatto, viste le mie responsabilità da primo cittadino, ma non posso ceto avere altri poteri dopo chele valutazioni ambientali hanno dimostrato che non ci sono problemi”. E gli fa eco l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Ienco che dichiara che “sono state fatte delle misurazioni sulle emissioni all’origine, seguendo le linee guida della Regione Lombardia, ma gli esiti sono stati negativi. Per questo è difficile – conclude Ienco – stabilire cosa poter fare rispetto alla liceità dell’impianto di Ecoagrimm”. Infine, anche il suo omologo provinciale, Stefano Pecorella, parla su l’Attacco di “controlli con esito negativo da parte dell’Asl e Arpa”.

 
“Ma a quali misurazioni si riferiscono - chiedono Antonio Tutolo e il Comitato ‘Aria pulita’ di Lucera - e quando sono state effettuate? E perché i tutto il tempo che la gente chiedeva chiarezza non è stato diramato un comunicato che spiegasse esplicitamente la situazione, che ora ci pare persino più ingarbugliata di prima? Perché il 15 luglio il sindaco non ha parlato delle decisioni prese pochi giorni prima a Palazzo Dogana? Perché soltanto oggi si viene a conoscenza di misurazioni di cui si ignora tutto, visto che finora ci era stato detto che era impossibile persino stabilire con certezza la fonte dei miasmi che la popolazione ha inalato? Che il terribile tanfo non siano nocivo è una notizia che, se confermata, ci rallegra - conclude Tutolo - ma non vuol dire che dobbiamo essere costretti a respirare aria puzzolente, che da quello che abbiamo capito, aumenterà. Oltre all’odore insopportabile di sansa che ormai si è aggiunto. Noi continueremo a batterci per la nostra aria pulita e per riavere un livello accettabile di vita che ci è stato tolto, alla luce anche delle sentenze che abbiamo prodotto, in particolare quella del 5 novembre 2004 emessa dal tribunale di Mantova”. 

Il neonato Comitato sta infatti serrando le fila cercando di accostare il comitato gemello sorto lo scorso anno nel Rione Biccari a Foggia, che, altrettanto caparbiamente, si batte contro la puzza che attanaglia intere zone del Capoluogo.

In conclusione, se qualcuno pensa (o spera) che i cittadini si rassegneranno a una situazione che ormai assume i contorni del paradosso, non ha fatto i conti con i “comitati”, fronte avanzato di una protesta che coinvolge intere popolazioni, e i rispettivi nasi che non hanno alcuna voglia di soffermarsi su sottigliezze tecniche e magari schermaglie politiche (Luceraweb)

 

e.g.


Vedi anche:
  • Questione puzza e la politica
  • Questione puzza: nasce un Comitato
  • Dotoli: nervoso e felice
  • Una città soffocata dalla puzza
  • Puzza: il sindaco invia controlli
  • Estate: la puzza è tornata

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