10/08/2017 17.04.48

Tutolo in catene per il Castello

Vendesi Castello, anzi regalasi, basta che qualcuno si accolli le spese per il suo consolidamento strutturale. Nuova trovata a sensazione per il sindaco di Lucera Antonio Tutolo che da stamattina, con il consigliere comunale Leonardo Renzone, ha aperto un presidio fisso (domattina è in programma sul posto una riunione della Giunta) con tanto di catene legate ai barbacane della fortezza svevo-angioina, dichiarando lo sciopero della fame e l’intenzione di voler cedere il monumento eventualmente alla Germania (nazione di origine di Federico II) o all’Arabia Saudita (in rappresentanza dei popoli musulmani). Dal lungo elenco manca la Francia degli Angioini, ma per il resto nella lettera inviata ci sono tutte le più importanti istituzioni italiane, dal Presidente della Repubblica ai capigruppo politici in Parlamento, dal Presidente del Consiglio agli organismi di tutela del patrimonio storico-artistico.
“Il nostro castello rischia una disastrosa e irrimediabile rovina – si legge nel documento – e già nel 1998 l’Ufficio del Genio Civile di Foggia accertava una situazione estremamente drammatica e preoccupante del lato Sud della cinta muraria, paventandone il crollo. La Fortezza è di proprietà del Comune di Lucera che purtroppo non dispone delle risorse economiche necessarie ad intervenire, eppure gli investimenti mirati alla conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio storico culturale non mancano. Il Ministero sta per distribuire 490 milioni di euro e per la Puglia sono stati individuati i castelli di Bari e Trani e le aree archeologiche di Manfredonia, Manduria ed Egnazia. In questo modo vengono favorite le strutture ben conservate e che non presentano problemi di stabilità, mentre quella parte del patrimonio minato da importanti e gravi problemi di dissesto rischia il crollo. Questo è oggettivamente poco comprensibile”.
Non è la prima volta che Tutolo mette a conoscenza un po’ tutti di questa situazione, lo aveva fatto già due anni fa, e il passare dei mesi ovviamente gioca a favore dei presagi più negativi, anche perché a guardare bene alcune torri quadrilatere del lato sud delle mura, non si capisce bene come facciano a stare ancora in piedi.


“Credo di avere l’obbligo morale e politico per fare di tutto – ha aggiunto - affinché un monumento che ha resistito per oltre sette secoli, non ceda oggi dinanzi all’incuria e all’indifferenza da parte di chi è preposto alla tutela e alla conservazione dei beni monumentali del Paese. Per questo, se fosse necessario, sarei disposto a cedere la Fortezza al Ministero o anche ad altre Nazioni, senza chiedere nulla in cambio, se non la salvaguardia e la definitiva messa in sicurezza di questo meraviglioso monumento”.
Nel frattempo sta proseguendo sotto traccia quel percorso di risanamento proprio del versante sud di Colle Albano, ormai ridotto al nulla dagli incendi e con accertati movimenti rototraslativi che mettono a rischio la tenuta stessa della mura del castello a causa del cedimento del terreno sottostante. Per lo scopo sono pronti 3 milioni di euro messi a disposizione della Regione Puglia con i quali prevedere una massiccia campagna di piantumazione di alberi. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, il primo stralcio del progetto definitivo (del costo totale di 5,4 milioni) è stato sottoposto agli enti preposti a rilasciare pareri in merito, per poi passare alla fase esecutiva e alla messa a bando della gara d’appalto. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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