26/09/2017 18.20.00

Tutolo indagato assieme alla Giunta

Il sindaco Antonio Tutolo e cinque membri della Giunta risalente a luglio scorso risultano indagati dalla procura di Foggia. Voci e indiscrezioni circolavano da almeno una settimana a proposito di un possibile "avviso di garanzia" in realtà non arrivato, mentre tutte le sei persone sono state raggiunte nella giornata di oggi da un provvedimento di “identificazione” eseguito dai carabinieri della stazione di Lucera. 
Assieme a Tutolo figurano nella stessa condizione gli assessori Fabrizio Abate, Giovanni Di Croce, Angelo Miano, Maria Barbaro e Federica Triggiani che comunque a gennaio scorso si era dimessa. 
Si tratta di un atto preliminare con il quale il diretto interessato viene messo al corrente di indagini a suo carico, in modo da poter essere sentito successivamente su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.
La vicenda riguarda la contesa giudiziaria che sta andando avanti da anni tra il Comune di Lucera e alcuni funzionari di Pietra, Biccari e Casalvecchio dell’Ufficio del Piano di Zona, ai quali è stata richiesta la restituzione di svariate somme (33 mila euro in totale) a cui non avrebbero avuto diritto nella loro attività legata all’organismo che abbraccia l’intero Ambito sociale. 
In particolare è invece molto più aspro il contenzioso anche con un quarto dipendente, ossia Dante Guida che nel frattempo ha lasciato Palazzo Mozzagrugno per andare in pensione. In questo caso sono stati scritti già alcuni capitoli (e altri sono ancora attesi) davanti al giudice del Lavoro, ma le ultime novità riguardano situazioni valutate dalla procura di Foggia. 
L’ipotesi di reato è abuso di ufficio, sulla base della denuncia penale presentata da Guida a dicembre scorso, assistito dall’avvocato Dino Grasso. 
L'inizio della vicenda si riferisce chiaramente a una delibera del 29 luglio 2016 in cui l’esecutivo ha disposto una sorta di “prelievo forzoso” sullo stipendio del funzionario fino al 2022, in modo da arrivare alla cifra di 21 mila euro reclamata dal Comune per somme che non gli sarebbero spettate. Guida ha eccepito l’interpretazione della decisione di due anni prima da parte del giudice del Lavoro e che sta alla base del provvedimento, ritenendo inammissibile l’iniziativa su una sentenza passata in giudicato. 
Nell’occasione figurava un decreto ingiuntivo promosso da Guida per 18 mila euro e una domanda riconvenzionale dell’ente nei suoi confronti per 21 mila. Il tribunale aveva deciso di rigettare entrambe le richieste, ma evidentemente la Giunta ha ritenuto di proseguire nel recupero della somma, anche sulla base del parere dell’avvocato del Comune che è di altra opinione: “La domanda riconvenzionale non è stata rigettata nel merito - ha scritto - ma per ritenuta mancata quantificazione degli importi da restituire”.
Interpellato per un commento, il sindaco Antonio Tutolo ha detto di essere "sereno e a disposizione degli inquirenti, anche perché si tratta di un caso paradossale tra magistrati, visto che la Corte dei Conti ci ha chiesto con insistenza di rientrare di quelle somme. Staremo a vedere – ha aggiunto - anche sulla base di due pareri legali e due di altrettanti segretari generali che ci sollecitavano a procedere". 

c.g.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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