04/02/2018 20.22.27

I buoni pasto arrivano in tribunale

Sbarca ufficialmente in tribunale la tanto nota e dibattuta questione dei buoni pasto al Comune di Lucera, benefit sospeso per tutto il personale a giugno 2015 quando il sindaco Antonio Tutolo motivò la decisione con la necessità di fare sacrifici per salvare Palazzo Mozzagrugno dalla bancarotta. Erano i mesi del piano di riequilibrio finanziario concordato con la Corte dei Conti, ma da quel momento nulla è più cambiato, nonostante fosse stata presentata come una decisione temporanea, “fino a nuova disposizione”. Fino a quando sono stati erogati, ai dipendenti venivano assegnati due buoni pasto a settimana, del valoro singolo di 7 euro, giustificati dal “rientro” pomeridiano che il personale effettua di norma il martedì e giovedì. Il risparmio si aggira sui 35 mila euro all’anno, cifra che venne considerata come una sorta di contributo che i dipendenti avrebbero dato alla collettività a sua volta già sottoposta a sacrifici di carattere economico. 
In oltre due anni si sono succeduti incontri, richieste e trattative più o meno segrete, finalizzate alla revoca di un provvedimento che quindi ha appena assunto i caratteri di un contenzioso vero e proprio.
Sono sedici, infatti, i dipendenti (di cui almeno un paio già in pensione) che hanno promosso un ricorso al giudice del lavoro, lamentando una serie di presunte inadempienze da parte dell’Amministrazione in carica, accusata di aver violato il contratto collettivo nazionale che prevede espressamente i buoni pasto, senza contare le lamentele di non aver concordato la privazione con i sindacati con i quali si era svolta un’articolata concertazione fin dal 1999. Il ricorso evidenzia anche l’assenza di “atti gestionali” successivi alla decisione politica della Giunta, e soprattutto l’effettiva copertura economica comunque presente almeno per il 2015. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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