06/02/2018 8.57.47

Lastaria ammalato di precarietà

L’ospedale Lastaria di Lucera, nonostante chiusure e ridimensionamenti, resta comunque un presidio di grande importanza per la salute, a servizio di un territorio di migliaia di persone affette da patologie di ogni tipo.
Rientrata, per il momento, l’emergenza legata al reparto di Chirurgia che non sospenderà le attività per la carenza di anestesisti, ci sono altre situazioni che restano in bilico o addirittura già chiuse senza un’apparente spiegazione data alla popolazione.
Un esempio concreto è l’ambulatorio di Diabetologia aggregato al reparto di Medicina, visto che dalla scorsa estate non è più accessibile ai pazienti che prenotano la visita al Cup. L’unica possibilità di accoglienza resta quello del poliambulatorio “ex Inam” dove le prestazioni in effetti non si sono mai fermate. Si tratta di una decisione difficilmente comprensibile se inserita nella ricerca di riduzione delle liste di attesa.
“Alla fine l’edificio è lo stesso e i problemi logistici non esistono – ha riferito a Luceraweb un parente di un malato da accompagnare per le visite – mentre le difficoltà sono evidenti per la continuità terapeutica che deve essere assicurata dallo stesso medico che l’ha assegnata. Ci siamo ritrovati, quindi, senza un punto di riferimento e soprattutto senza una spiegazione”.
In realtà pare che alcuni pazienti si rechino lo stesso, quasi di nascosto, in reparto per le verifiche sulla terapia, atteggiamento molto diffuso soprattutto tra gli anziani che hanno bisogno di “legarsi” al sanitario al quale erano sempre abituati. 
La fondazione dello specifico ambulatorio di Diabetologia, operante nell’ambito del reparto di Medicina, risale ad almeno una ventina di anni fa, capace di assorbire un’utenza di una cinquantina di persone al mese, ma molti altri si avvicinavano in maniera non ufficiale. 
E sempre a proposito di precarietà, e di mancanza di punti di riferimento, da poco più di un mese è stato collocato in pensione il dottor Giuseppe Lembo, responsabile della sezione di Lungodegenza che quindi resta senza una guida ufficiale. Le visite vengono comunque assicurate a turno dagli altri medici del reparto i Medicina, ma anche in questo caso i parenti denunciano l’assenza di un riferimento preciso per la speciale tipologia di pazienti (malati cronici e allettati) curati nei 20 posti letto attualmente disponibili. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.