07/02/2018 11.42.01

Gli errori di Tutolo sulla Cultura

L'Amministrazione Tutolo ha appena superato i tre anni e mezzo di vita, trascorsi in buona parte a mettere toppe economiche su buchi provenienti dal passato, con il legittimo vanto di aver sostanzialmente risanato i conti dell'ente sul quale (è stato annunciato) stanno piovendo finanziamenti pubblici per diversi milioni di euro da spendere soprattutto nell'edilizia scolastica e in opere utili alla collettività, come per esempio le strade.
Praticamente fino a un anno fa, per tutto ciò che era superfluo, la risposta-ritornello era "Non ci sono soldi" e se la sentivano ripetere (quasi) tutti quelli che si avvicinavano per chiedere un contributo ad attività legate soprattutto alla cultura e agli spettacoli. In effetti l'atteggiamento sembrava ineccepibile per chi stava cercando di rimettere in sesto i conti di Palazzo Mozzagrugno, rinunciando a spese non necessarie.
Con l’inizio del 2017, invece, qualcosa è cambiato, anzi parecchio, e proprio nel settore Cultura e Spettacoli che è peraltro coinciso con l’ingresso in Giunta del nuovo assessore Carolina Favilla al posto di Federica Triggiani, dimessasi dopo aver operato per metà mandato praticamente senza un soldo da spendere. 
Negli ultimi mesi, invece, le poste in bilancio sono diventate di colpo sostanziose come non mai, ma con una gestione che sta lasciando perplessità anche sull’assegnazione materiale dei fondi. 
Per esempio, non si capisce a cosa possa veramente servire (fatti salvi alcuni fedelissimi designati o autodesignati) una Consulta sulla Cultura di recente costituita, quando poi è chiaramente uno stretto entourage "politico-artistico-didattico" che, animato di gioia, pensa, agisce e (in)dispone in nome e per conto dell’Amministrazione Tutolo e non “del Comune” in generale (espressione usata per l'istituzione dell'organismo), decidendo secondo gusti che sicuramente (e volutamente) non hanno favorito un’auspicata larga partecipazione alle manifestazioni, senza contare l’attribuzione di incarichi a seguito di accoglimenti di “proposte” della cui necessità era a conoscenza sono chi le ha presentate. Emblematici sono i casi della "Primavera al Garibaldi" o "Babbo Natale al museo", con quest'ultimo che comunque ha bisogno di una trattazione separata.
Saranno state certamente delle casualità, ma resta qualche dubbio sulla trasparenza di certe operazioni che in pratica per tutto l’anno scorso hanno provocato (altrettanto casualmente?) diverse polemiche e contestazioni sia per la loro gestione che per l’effettivo gradimento nella cittadinanza.
Tutto legale, per carità (anche se suddividere su più determine un compenso altrimenti non attribuibile per legge in maniera diretta è un giochetto da Prima Repubblica), ma un fatto è certo: in questi mesi non è stata registrata alcuna “superiorità morale” così facilmente sbandierata, bensì parecchia spocchia, autoreferenzialità diffusa e ostracismo (economico e mediatico) nei confronti di chi non è allineato alla propaganda delle iniziative allestite. 
In buona sostanza, i soldi (pubblici) e le strutture (altrettanto pubbliche) spuntano solo per chi è gradito, o per chi nel frattempo lo è diventato solo negli ultimi mesi o addirittura negli ultimi giorni.
Dal canto suo, sull’argomento il sindaco Antonio Tutolo ha affermato di non voler rispondere a domande o sollecitazioni, tuttavia confermando in alcuni casi la sua approvazione delle iniziative con presenze e commenti positivi sui social. 
In realtà sta commettendo l’errore, specie con la campagna elettorale di fatto iniziata, di sottovalutare (mediaticamente e socialmente) la circostanza che la gestione del settore, dal quale peraltro si è clamorosamente tirata indietro il dirigente comunale Domenica Franchino, ricade direttamente (e molto più visibilmente) sulla popolazione, la quale farà più fatica a dimenticare poche migliaia di euro gestite in maniera discutibile che milioni di euro risanati nel bilancio comunale.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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