08/04/2018 21.37.39

La Biogestioni non si arrende e ricorre al Tar

Com’era ampiamente prevedibile, la Biogestioni ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale di negare l’autorizzazione alla costruzione di una discarica di rifiuti speciali con impianto di stabilizzazione fanghi, trattamento percolato e recupero energetico biogas. 
L’ufficializzazione arriva indirettamente dal Comune di Lucera che si è già costituito nel processo, così come espressamente disposto dalla Giunta Tutolo anche prima che si pronunciasse la Provincia di Foggia, ente chiamato in causa in prima battuta.
Il ricorso dell’azienda è lungo ben 50 pagine e dentro si trovano contestazioni di varia natura urbanistica, ambientale, geologica, agricola e produttiva, chiedendo in buona sostanza l’annullamento della determinazione del responsabile del settore Ambiente di Palazzo Dogana che a gennaio scorso aveva concluso la procedura di valutazione.
Il luogo individuato è sul territorio di Lucera, al confine con Pietra, in località Galvanese dove esiste una cava di argilla ormai in esaurimento. La volumetria dell’industria è stata indicata in oltre un milione di metri cubi, con un introito annuale stimato in 250 mila tonnellate di rifiuti su un’area di circa 100 mila metri quadri e con una previsione di sbancamento di 700 mila metri cubi. 
La Biogestioni, nel suo ricorso, arriva perfino a mettere in discussione il Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali della Regione Puglia, lamenta un “probabile atteggiamento irrazionalmente ostruzionistico del Comune di Lucera” (che in effetti ha ingaggiato una vera e propria battaglia epistolare a colpi di osservazioni e controdeduzioni) ed evidenzia l’esistenza di numerosi pareri positivi da parte di soggetti istituzionali come Regione, Asl, Arpa, Autorità di bacino e Soprintendenza.
Dal canto suo, il Comitato ha poggiato il diniego sui pareri negativi (tuttavia non vincolanti) proprio dei Comuni di Lucera e Pietramontecorvino, oltre che su una serie di criticità riscontrate nel progetto presentato, cioè le conseguenze geologiche sul territorio, la sua alta classificazione sismica, ma anche questioni riguardanti il paesaggio, l’ambiente (soprattutto emissioni odorigene), l’urbanistica, l’agricoltura, l’archeologia e la presenza di altri impianti di trattamento rifiuti con un forte impatto sul territorio e la popolazione.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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