03/06/2018 20:28:52

Alta tensione sulla ‘Piazza della Discordia’

Che si debba poi denominarla “Piazza della Discordia” ormai è una fatto quasi assodato, ma intorno al progetto urbanistico in via di attuazione in zona 167 il livello dello scontro tra Comitato di quartiere e Amministrazione comunale ha raggiunto livelli piuttosto alti, anche maggiori rispetto a quella precedente. 
La questione è sempre la stessa: il quadrilatero di palazzi e grande rotatoria all’incrocio tra Viale Michelangelo e Viale Canova viene ritenuto uno scempio visivo ed edilizio, poiché viene contestata l’assenza di spazi aperti e l’infelice collocazione di alloggi che avrebbero bisogno di maggiore “tranquillità”, al posto di traffico e rumore. A partire dal 2012, infatti, è stata chiesta la delocalizzazione almeno degli edifici pubblici che proprio il Comune si appresta a realizzare nell’ambito del “Contratto di quartiere”, visto che è stato aggiudicato anche l’appalto alla ditta che dovrà costruire 26 alloggi, mentre dei due lotti privati uno è già abitato e l’altro è in fase di ultimazione.
Dall’altro lato il sindaco Antonio Tutolo, anche in un recente incontro nel quartiere con i residenti, ha affermato di non poter fare nulla, poiché ormai la pianificazione è stata acquisita e concordata con la Regione.
E su questo specifico argomento arriva l’intervento del consigliere comunale Fabio Valerio che invece afferma come “in realtà sia possibile delocalizzare o rimodulare i progetti esistenti, poiché lo permette un’intesa Stato-Regioni risalente ad aprile 2014 e finalizzata proprio al superamento delle criticità gestionali ed organizzative che hanno dilatato oltremodo i tempi di attuazione e conclusione dei singoli programmi. A questo punto ricordo al sindaco che abbiamo perso già quattro anni di tempo, per cui è necessario passare a una concreta manifestazione di volontà di farlo, visto che ho già verificato anche la disponibilità della Regione Puglia. Per accelerare il procedimento, la minoranza chiederà la convocazione di un Consiglio comunale monotematico, aperto alla partecipazione dei cittadini, che definirà gli obiettivi della rimodulazione”.

La piazza sicuramente muterebbe l’assetto urbanistico, sociale e viario dell’intero quartiere, anche perché sistemata praticamente al centro dell’area. Lo spazio pedonale interno sarebbe delimitato da quattro palazzine di cinque piani e disposte simmetricamente, con appartamenti privati e spazi commerciali. Quelle comunali, invece, prevedono 26 alloggi di edilizia sovvenzionata soprattutto per giovani coppie e disabili, mentre i locali al pian terreno sono stati concepiti per un uso collettivo, specie per i giovani, assieme a locali di servizio per la popolazione residente. Tutto intorno sarebbe creato un grande rondò incaricato di regolare il traffico che confluisce sulle due maggiori arterie del quartiere.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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