03/07/2018 00:33:25

Torna in bilico il futuro della diocesi

La questione è tornata. Papa Francesco l’aveva sospesa nel 2013 e Papa Francesco l’ha tirata fuori nuovamente con maggiore vigore e soprattutto con una rinnovata impellenza: riduzione e accorpamento delle diocesi italiane.
Nelle segrete stanze curiali rappresenta un argomento che molti non voglio nemmeno sentir parlare, una sorta di tabù che comunque ogni tanto ritorna a galla, anche perché in effetti si tratta di discussione “datata e attuale”, tanto che lo stesso Pontefice, in una recente assemblea generale dei vescovi italiani, ha usato questa espressione per citare quanto affermava Paolo VI addirittura 50 anni fa.
“Sarà quindi necessario ritoccare i confini di alcune diocesi ma più che altro si dovrà procedere alla fusione di non poche diocesi, in modo che la circoscrizione risultante abbia un’estensione territoriale, una consistenza demografica, una dotazione di clero e di opere idonee a sostenere un’organizzazione diocesana veramente funzionale e a sviluppare un’attività pastorale efficace ed unitaria”.
Questo lo scriveva Montini nel 1966, precursore di quanto poi accadde nel 1986 quando di fusioni e accorpamenti se ne registrarono, anche a Lucera e a Troia che divennero, almeno sulla carta, un’unica chiesa.
Davanti ai prelati Bergoglio ha rilanciato: “Sono stato io a fermare tutto nel 2013 – ha detto – ma io credo che ci sono delle diocesi che si possono accorpare e ridurre. Si tratta certamente di un’esigenza pastorale, studiata ed esaminata più volte, tanto che anche la Congregazione per i Vescovi nel 2016 aveva chiesto alle Conferenze episcopali regionali di inviare il loro parere circa un progetto di riordino delle diocesi. E’ un argomento trascinato per troppo tempo, e credo sia giunta l’ora di concluderlo al più presto. È facile farlo, è facile… Forse ci sono un caso o due che non si possono fare adesso, perché sono terre abbandonate, ma si può fare qualcosa”.
Naturalmente non è chiaro a quali territori da preservare si riferisca precisamente il Papa, ma con queste indicazioni precise è evidente che la diocesi di Lucera-Troia torna nel mirino di questa operazione che sottende a criteri ormai espliciti e dettati da decenni: estensione territoriale, consistenza demografica e dotazione di clero, con tutto quello che ne consegue in termini di efficienza organizzativa ed efficacia di azione pastorale.
D’altro canto la chiesa locale nella classifica regionale occupa gli ultimi posti in almeno due parametri su tre (non per l’estensione), per cui il progetto di soppressione appare sempre più come una certezza, magari non a breve ma realisticamente alla fine del mandato del vescovo in carica. 
In effetti c’è chi va già oltre con le previsioni, con una curiosità operativa tutt’altro che irrilevante: sarà accorpamento secco (a Foggia?) o smembramento verso due direttrici (metà a Foggia e metà a San Severo?).
Si tratta, perché no, pure di questioni “politiche” e di rapporti di forza da sostenere a livello “regionale”, perché le partite sono aperte ma le decisioni definitive non sono state ancora prese. 
Una cosa invece è certa: bisogna prenderle. Parola di Papa.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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