24/06/2018 19:01:50

Don Catalano è dottore in Teologia morale

C’è un nuovo dottore in Teologia morale nella diocesi di Lucera-Troia: è don Leonardo Catalano, parroco a Pietramontecorvino e docente nella stessa materia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Michele Arcangelo” di Foggia.
Il conseguimento del titolo accademico assume una certa rilevanza nel territorio diocesano poiché si contano sulle dita di una mano i sacerdoti che hanno raggiunto questo grado, il terzo, di istruzione universitaria.
Catalano, 42 anni, originario di Troia, dov’è anche presidente del Capitolo cattedrale, ha difeso lo scorso 21 giugno, a Roma, all’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense, la sua tesi su “La speranza cristiana e le sfide bioetiche attuali. La paura dinanzi alla morte”.
Davanti ai docenti e all’assemblea, Catalano, per sottolineare le sue argomentazioni, ha rotto un vaso con un martello. “Volevo rimarcare anche visivamente il concetto che la nostra vita è un tesoro custodito in vasi di creta – ha spiegato a Luceraweb – e che in altre culture si raccolgono i cocci infranti e li si riunisce. Le crepe sono evidenziate dall’oro, in modo che risalti in positivo la cicatrice che ha segnato quell’esistenza”.
Insomma, un argomento di grande attualità che Catalano ha analizzato nei suoi aspetti problematici, a partire da casi concreti e fornendo anche alcune proposte operative, passando, ovviamente, per la speranza cristiana. 
“La vita e la morte – si legge nell’introduzione -  due antinomie sempre più misteriose nella cultura attuale, in cui a prevalere sembra la paura dinanzi alla morte. Di fronte alla morte se c'è chi affronta il morire con il salutare i propri affetti verso persone o animali, con cui ha condiviso tutta la vita, oppure chi dà un valore che va oltre il dramma della fine dell'esistenza, c'è chi non vuol far soffrire le persone attorno a sé e decide quando morire, perché ormai non si può far più nulla, i giorni sono contati; c'è chi decide di far fronte alla malattia di un parente, togliendo e togliendosi la vita senza avvisare nessuno; c'è chi ritiene che una vita da “vegetale” non sia dignitosa e nega anche la nutrizione e l'idratazione. Tutte queste ultime situazioni  - prosegue il testo - fanno cronaca lungo i canali veloci della comunicazione di massa. Mostrano l’incapacità di affrontare nel giusto modo il senso dell'ultimo atto della vita, una sempre più marcata solitudine, che non trova spazi di relazioni autentiche. Palesano vite abbandonate a se stesse, che implodono in una situazione di esseri per la morte e non più per la vita. Anche le istituzioni rischiano di non mettere al centro del loro impegno la dignità del morente rispetto alla facilità di un prosperoso guadagno”.

Don Leonardo Catalano, nuovo dottore in Teologia morale, con il vaso rotto all'inizio della discussione della tesi

Sono diverse le pubblicazioni che hanno visto impegnato Catalano su questa ed altre tematiche. Tra esse si ricordano le più recenti: “Fedeltà coniugale. Dono e conquista d'amore”, “I cristiani e la politica. L'Ad Diognetum e papa Francesco”, “Sfida della misericordia. La riconciliazione”, “La speranza è la famiglia. Per uno sguardo nuovo”, “Essere donna nel magistero pontificio”. 

e.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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