29/06/2018 08:39:55

Prima vittoria del Comune su Sant’Anna

Arriva finalmente una prima parola chiara, anche se non definitiva, sull’annosa questione di Palazzo Sant’Anna. A pronunciarla è stato il Tar Puglia che nel giudizio di primo grado ha dato ragione su tutta la linea al Comune di Lucera contro la Società Costruzioni Generali che aveva presentato sostanzialmente un triplice ricorso, ritenuti tutti “parzialmente inammissibili e parzialmente infondati”.
Le doglianze della ditta di San Severo, proprietaria dell’immobile, riguardavano la “revoca” del contributo di circa mezzo milione di euro accordato dal commissario per l’emergenza terremoto, la delibera di Giunta con cui si avviavano le procedure per l’effettuazione dei lavori di messa in sicurezza “in danno” dell’azienda, l’ordinanza del sindaco Antonio Tutolo in cui la SCG veniva invitata a intervenire con urgenza sulle condizioni di precarietà statica dell’edificio di Piazza Duomo, con degrado accertato e progressivo anche a causa del terremoto del 2002 che ne ha minato parecchio la stabilità. 
Il Tar ha riconosciuto tutte le ragioni al Comune, peraltro nemmeno costituitosi nel giudizio per una sottile strategia suggerita dall’avvocato dell’ente, stabilendo che Tutolo fosse legittimato a far decadere il beneficio dei fondi poiché rappresenta “espressione del potere sanzionatorio spettante all’Amministrazione, per effetto del mancato rispetto dei termini di inizio e fine dei lavori”, vale a dire 90 giorni dal rilascio del permesso e conclusione entro i successivi dieci mesi. La SCG ha ottenuto la licenza a Corso Garibaldi nel settembre 2014 senza che vi sia mai stato seguito concreto. 
Quanto alla delibera, forse l’elemento più critico della questione tanto da esserne stata sospesa l’efficacia a dicembre 2016 in attesa della definizione del contenzioso, il Tar ha ritenuto l’impugnazione “inammissibile per difetto di interesse, non essendo rivolta avverso un atto munito di effettiva portata lesiva, poiché si tratta di un atto meramente ‘programmatorio’ destinato ad essere seguito dai provvedimenti dirigenziali”. Per lo scopo, la Giunta aveva già stanziato 34 mila euro solo per la progettazione degli interventi, stimati per un costo di circa mezzo milione di euro. 
Per l’ordinanza, infine, la corte ha concordato con Tutolo circa la pericolosità della situazione dell’immobile, peraltro riconoscendo la sua emanazione sulla base dell’ormai articolo 25 del regolamento comunale che prevede proprio l’esecuzione dell’intervento di riparazione in danno e il successivo recupero delle somme impiegate.
“Quella delibera è quindi tornata efficace – ha commentato Tutolo – e ora ci corre l’obbligo di riattivare le procedure che avevamo avviato. Nel giro di qualche giorno il primo passo sarà l’affidamento dell’incarico per la progettazione tecnica, poi passeremo alla sua approvazione, e quindi la gara di appalto. Si tratta di tempi tecnici da rispettare, ma almeno adesso abbiamo una parola certa su ciò che possiamo fare e che altri prima di noi avrebbero potuto fare, ma evidentemente non hanno voluto, permettendo e quindi favorendo quello scempio. Questa storia mi ricorda l’Alghisa – ha concluso – dove tutti potevano chiedere i finanziamenti ma poi solo noi l’abbiamo fatto”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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