08/07/2018 20:13:47

Il Comune ‘attacca’ su Sant’Anna

Su Palazzo Sant’Anna, dopo anni di discussioni, polemiche, predizioni, previsioni e contestazioni, il sindaco Antonio Tutolo ora ritiene di avere mano libera sugli interventi da effettuare, almeno per quanto riguarda la messa in sicurezza e la rimozione di quegli orribili puntelli ormai presenti da parecchi anni.
“E’ nostro dovere”, ha subito annunciato, volendo dar seguito alla sentenza di primo grado del Tar che al momento non lascia spiragli di ragione alla Società Costruzioni Generali, data in effetti tutta al Comune. 
E la soluzione della rivalsa economica pare quella più fattibile, anche perché di fatto “approvata” dai giudici. Tuttavia sarà difficile recuperare somme da una ditta che ha un capitale sociale di 12 mila euro suddiviso tra tre soci: Luciano e Mario Gallucci (con quote del 35%) e l’ex deputato Michele Ricci per il restante 30%. 
E allora è evidente che la contesa si può realisticamente spostare su un piano più alto, vale a dire la vera e propria acquisizione dell’immobile nel patrimonio comunale, intenzione che lo stesso Tutolo aveva concretamente perseguito un anno fa, quando ne propose l’acquisto offrendo poco più di un milione di euro, cioè lo stesso prezzo che la SCG aveva pagato rilevando il Palazzo dall’omonima Ipab. 
Quella trattativa, pure avviata, si è arenata poco dopo, ma il pallino è rimasto, anche perché nel frattempo è maturato un pignoramento di 120 mila euro promosso dal Comune in relazione al mancato versamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (che ogni anno lievita di 14 mila) intorno all’edificio circondato da recinzioni e barbacane, quelli causati dalla singolare coincidenza negativa che vide la firma del rogito apposta pochi giorni prima del sisma di novembre 2002, evento che aggravò ulteriormente le condizioni dell’edificio già chiuso in precedenza ai piani superiori. 
Dal canto suo, la proprietà non ha mai dato segnali di concreta attuazione degli obiettivi dichiarati al momento dell’acquisto (che pure molte polemiche sollevò a causa della mancata prelazione esercitata dall’Amministrazione comunale dell’epoca) e cioè quello di di voler realizzare appartamenti, uffici e box in una storica struttura collocata accanto alla cattedrale angioina e che ospitava un convento di suore.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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