09/08/2018 09:04:41

Primo round della contesa su Maia Rigenera

Durante la prima seduta della conferenza dei servizi sulla Maia Rigenera, si sono delineate le posizioni sulla richiesta di autorizzazione ambientale per la costruzione di un impianto di produzione di bio metano a contrada Ripatetta.
Al tavolo in Provincia erano assenti numerose istituzioni chiamate a fornire una pronuncia ufficiale, mentre sono state confermate le richieste avanzate dal Comune di Lucera mediante il sindaco Antonio Tutolo, l’assessore all’Urbanistica Giovanni Di Croce e il consigliere comunale Giuseppe Pitta che è anche delegato provinciale all’Ambiente.
L’azienda era rappresentata dall’amministratore delegato Michele Ferringo e dall’avvocato Michele Vaira, entrambe le parti con i rispettivi tecnici e consulenti.
La Maia ha subito dichiarato di voler accogliere tutte le indicazioni arrivate da Palazzo Mozzagrugno, mettendo mano alle opportune variazioni del progetto iniziale, mentre la discussione non è stata affatto semplice sulla questione dei quantitativi di materiale da autorizzare in ingresso. La Maia ritiene di poter e dover andare oltre le 178 mila tonnellate annue attualmente “detenute” dalla Bio Ecoagrim, rammentando e invocando la famosa sentenza del Consiglio di Stato che ne autorizzò 232 mila (senza che in realtà l’attuale impianto abbia mai raggiunto effettivamente quella mole di lavoro), mentre Tutolo reputa sufficiente la quota, non escludendo aumenti in caso di assenza di problemi con il nuovo impianto a regime.
Insomma, la trattativa pare appena avviata, sorvegliata con attenzione dal responsabile unico del procedimento, quell’architetto Stefano Biscotti negli ultimi anni si sta rivelando l’ago della bilancia su numerose e delicate questioni ambiantali in tutta la Capitanata. Nell’occasione ha posto a sua volta dei paletti per la buona riuscita dell’intero percorso, invocando chiarezza di comportamenti e soprattutto completezza di documenti. 
Perchè al di là del parere di competenza comunale, per il quale Tutolo ha rinnovato l’intenzione di affidarsi a una consultazione popolare per la risposta definitiva, per l’autorizzazione ci sarà bisogno anche di una specifica variante urbanistica, per cui il dirigente di Palazzo Dogana ha chiesto di ottenere un pronunciamento specifico da parte degli uffici comunali prima di chiudere la procedura.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0313s.