30/09/2018 16:31:27

Decine di alberi tagliati, scoppia l’indignazione

Rabbia, indignazione, risentimento e chi più ne ha più metta. Non si contano le invettive contro il taglio degli alberi in città che è ripreso inesorabile in questi giorni. 
Un’ondata di astio sta investendo la macchina comunale che si sta occupando della recisione di maestosi sempreverdi disseminati per Lucera. Eppure si ignora o si fa finta di non vedere che quelle meravigliose creature potrebbero trasformarsi in trappole pericolose per la pubblica incolumità. Esattamente come i pali della luce pericolanti, potrebbero cadere senza preavviso e abbattersi su cose o persone, provocando danni non prevedibili. 
Certamente la colpa non è degli alberi, ma dell’uomo e nello specifico di chi li ha piantati senza preoccuparsi del futuro di quelle piante nel contesto cittadino in cui si sarebbero sviluppate. 
“Non è una scelta indolore – hanno spiegato a Luceraweb gli addetti alle operazioni - perché amiamo e rispettiamo la natura e anche i cittadini stessi che hanno segnalato alcuni alberi la amano e la rispettano. È un dolore anche per noi doverli tagliare e vederli adagiati al suolo. Ma mentre lo facciamo pensiamo: e se all’improvviso cadesse e uno dei nostri figli in quel momento si trovasse sotto a giocare?”.
Una scelta amara ma obbligata, che costringe a rimediare a errori grossolani commessi dall’uomo e non certo dalla natura. Tutti gli alberi che sono o saranno tagliati si portano una piccola tara, un difetto: da piccoli, non curati, sono venuti su leggermente inclinati. Questa è la ruga di questi monumenti preziosi. Ma il tempo implacabile aumenta questa inclinazione e il vento impetuoso (piuttosto frequente a Lucera) potrebbe far accadere l'irreparabile.
Molti cittadini, quelli che ammirano sinceramente la bellezza di quegli alberi, fanno fatica a comprendere come si possa essere arrivati a una decisione così drastica. Il problema da porsi è anche quello dell’eventuale attribuzione di responsabilità dovesse esserci un incidente e cioè che un tronco cada addosso a qualche passante. E non è un’ipotesi lontana dalla realtà visto che negli anni, con il vento forte, episodi del genere si sono registrati in città. 
Purtroppo si tratta di decine e decine di fusti, molti dei quali collocati in periferia, quindi circa una quarantina d’anni fa. A questi vanno aggiunte le palme, anche loro tantissime, flagellate dal punteruolo rosso, doppiamente pericolose perché trovate piene di una sorta di poltiglia e spesso anche di ratti.

Sono rifiuti speciali e vanno trattati come tali, con relativi costi di smaltimento. In realtà, il costo di tutte le operazioni non è ancora noto, così come quello della già disposta piantumazione di 100 melograni nella Villa comunale, ma era stato anticipato che le spese sarebbero state più basse del passato. Insomma, ci sarebbe un risparmio per la collettività, che pur tuttavia avrebbe voluto conservare un po’ di quel patrimonio verde andato letteralmente segato. 

e.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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