30/10/2018 07:33:29

La partita sulla ‘puzza’ non è ancora finita

“Questa cosa è morta, non torno indietro, perché non voglio passare per l’untore che vuole i tumori, ma avrò il rammarico di aver dato parere negativo senza aver avuto la possibilità di sapere insieme alla città se quella avrebbe potuto essere la soluzione migliore al problema puzza, se avrebbe avuto un impatto ambientale minore o peggiore”. 
Al contrario delle questioni politiche ed elettorali, Antonio Tutolo durante il suo ultimo comizio non si è rimangiato la scelta compiuta pochi giorni prima a proposito della conversione dell'attuale impianto aerobico in uno anaerobico, così come da progetto presentato da Maia Rigenera, società composta dalla famiglia Montagano (Enoagrimm) e Fortore Energia.
La questione delle fake news diffuse ad arte e ad orologeria su Maia lo ha messo in crisi, tanto che dal camioncino il primo cittadino in Piazza Duomo ha ammesso di aver pensato che ormai non valesse più la pena battersi per la città.  
Ma l'effetto boomerang della valanga di fango che gli è giunta addosso ha, inaspettatamente, capovolto la situazione e gli ha fatto ritrovare la solita verve.
Merito del sostegno ricevuto dai suoi concittadini sia tramite social che in piazza. Ma Tutolo non ha avuto riserve nel far notare l'attitudine dei lucerini a dimenticare facilmente le cose e la scarsa propensione ad informarsi sulle questioni. 
Perché se è chiaro che se molti sono stati terrorizzati dalla parola tumore, è anche vero che in pochi hanno riflettuto sul fatto che l'impianto anaerobico, così come proposto dai Montagano, era presentato da alcuni come l'unica soluzione al problema puzza, mentre poi lo stesso progetto, migliorato dal punto di vista tecnologico, ma proposto da Maia Rigenera, è ritenuto dagli stessi il male assoluto per Lucera. 
Ed è lunga anche la lista delle fake news che tuttora vengono messe in giro sull’argomento Maia Rigenera: nuova discarica, quando invece si tratta di una conversione dell’impianto aerobico esistente in anaerobico; nuove quantità, quando proprio l’Amministrazione Tutolo le ha riportate a quelle da sempre trattate dalla Bio Ecoagrim; inquinamento causato dai camion diretti al nuovo impianto, che in realtà sono lo stesso numero che già quotidianamente porta i rifiuti all’attuale, e così via, passando per quantità di gas bruciato (inferiori a quelle delle fornaci che sorgevano a Lucera), terremoti, frane, alluvioni, fino all’emissione di sostanze cancerogene. 
Ma nessuna parola, da parte di quelli che il sindaco ha definito "disinformatori di professione", su quelle che conterrebbe l’attuale “puzza”. 
Sì, perché la “puzza” esiste ancora, e nelle ultime sere si è manifestata potente, quasi a rinfrescare la memoria alla città, e dal prossimo anno - come dichiarato da Stefano Montagano - l’azienda ha intenzione di rimanere aperta anche nei mesi estivi. Quindi un ritorno a tre anni fa, a quando ci si lamentava per l'aria irrespirabile.

Stefano Montagano ha annunciato di voler tenere aperta la Bio Ecoagrim dal prossimo anno anche nel periodo estivo

E qui si gioca adesso la partita vera sulla salute dei cittadini, perché Tutolo in Piazza Duomo ha mostrato un documento che elenca i veleni (quelli reali) contenuti nel famigerato tanfo che proprio lui era riuscito quantomeno a bloccare da giugno a settembre facendo fermare la lavorazione. 
“La puzza è formata da composti chimici", ha detto elencando un numero enorme di elementi. 
Le domande da porsi sono sempre le stesse: che cosa hanno respirato i lucerini in tutti questi anni e quale impatto hanno quelle emissioni odorifere sulla salute pubblica? Intanto che i vari comitati pro ambiente raccolgono ancora le firme contro l'anaerobico, come pensano di risolvere il problema della puzza, posto che l'azienda dimostra di essere in regola con le prescrizioni?
Di domande qualcuno ha cominciato a porsele, e le risposte sarebbero da dare, possibilmente, durante la campagna elettorale.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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