08/04/2009 11:59:00

L'avvocato Antonio Dello Preite cura la rubrica dedicata all’analisi di problemi di natura legale per Luceraweb

Gentile avvocato,
l'anno scorso ho avuto un incidente in casa ed essendo assicurata, ho chiesto alla compagnia il rimborso delle spese mediche con relativi danni, visto che mi sono lussata una spalla. Inviata la documentazione con referti  e certificati medici, l'assicurazione mi ha pagato solo i giorni di malattia e non il danno… insomma le solite storie delle assicurazioni ! Il mio avvocato mi ha proposto la citazione in giudizio ed io ho acconsentito. Ora, a gennaio, c'è stato il primo incontro dell'avvocato in tribunale (mi ha già premesso che non si sarebbe risolto nulla a questo primo incontro). Premetto che ho già anticipato al mio legale circa 1.500 euro e a questo punto le chiedo: quanto mi costerà una causa civile? Lo so che è difficile quantificare, ma mi basta sapere più o meno a cosa vado incontro con le spese, visto che non ho mai avuto esperienze del genere (fortunatamente per me) e mi spaventa l'idea, visto che non navigo nell'oro. Spero in una sua risposta gentile e chiarificatrice. Ringraziandola anticipatamente, la saluto cordialmente.
Dorina.

Gentile Signora,
mi rendo conto del disagio che provoca per una persona dover affrontare una lite giudiziaria, perché la cosa assomiglia un po’ a quella di andare in ospedale: nessuno lo fa volentieri. Tuttavia, come Lei stessa dice, non è agevole dire preventivamente quanto verrà a costare una causa e questo perché sono tanti i fattori che l’avvocato non può prevedere: l’atteggiamento difensivo di controparte (le eccezioni, i testimoni, i documenti, le impugnazioni ecc. ecc.), la durata oggettiva del processo (quanti testimoni si dovranno sentire, quanti consulenti, quante memorie si dovranno fare, i rinvii, gli scioperi ecc. ecc.) che non è breve (si parla in termini di anni) e, poi, i gradi di giudizio (una volta finito il processo al Tribunale, chi perde può proporre appello e, se perde ancora, può ricorrere innanzi alla Corte di Cassazione a Roma). Come vede, l’avvocato, anche se vince la causa, è vincolato dalle imprevedibili iniziative della controparte. C’è poi un argomento sul quale si discute molto: chi perde paga le spese all’avvocato della parte che ha vinto. Nulla di più aleatorio ! Perché? Facciamo l’esempio relativo alla Sua controversia.
I diritti e gli onorari dell’avvocato sono determinati da tariffe promulgate secondo atti legislativi che prevedono aggiornamenti periodici (l’ultimo è il Decreto del Ministero della Giustizia 09.04.04 n°127, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18.05.04 n° 115, suppl. ord. n° 95) della tariffa civile, penale e stragiudiziale: per farsene un idea può collegarsi al mio sito
www.avvdellopreite.it/consulenza.htm
Quando la causa qui a Lucera sta per essere decisa, il Suo legale depositerà la dettagliata nota specifica per i suoi diritti ed onorari e per le spese, calcolati secondo la fascia di valore (per legge, maggiore è il valore della causa e maggiori saranno gli onorari ed i diritti spettanti all’avvocato), per un totale – diciamo – di 5.000 euro (ai quali deve aggiungersi una maggiorazione del 12,5% per rimborso forfettario delle spese generali, del 2% per la Cassa Forense e dell’immancabile 20% per l’IVA).
Può succedere (e, mi creda, succede più spesso di quanto si possa immaginare) che il giudice compensi le spese (cioè ognuno paga il Suo avvocato), oppure che venga dichiarata la soccombenza, ma l’importo liquidato a carico del perdente è di 1.500 euro, cifra notevolmente inferiore a quella chiesta (di 5.000 euro) dall’avvocato “vincente”.
Nel primo caso, il cliente dovrà pagare i 5.000 euro al suo avvocato, nel secondo, se la controparte paga i suoi 1.500 euro di soccombenza, dovrà dare altri 3.500 di differenza. Questo, per un principio semplicissimo: le vicende della causa e delle sue spese non toccano minimamente l’Avvocato che, indipendentemente dal risultato raggiunto, deve essere pagato per il lavoro svolto: il professionista, cioè, garantisce i mezzi, mai i risultati, perché non è il socio del suo cliente.
Ecco perché, allo stesso modo con cui si sceglie un bravo chirurgo per farsi operare, allo stesso modo si sceglie un bravo avvocato per meglio raggiungere la soddisfazione dei propri interessi in giudizio, ma nessuno dei due può garantire prima cosa accadrà al 100%, perché ci vorrebbe la classica “sfera di cristallo”. Tenga presente, poi, che le statuizioni del giudice non vincolano minimamente le richieste dell’avvocato nei confronti del proprio cliente.
Mi spiego meglio: se, nell’esempio citato, il giudice ha quantificato le spese di soccombenza a carico del perdente nella misura di euro 1.500, Lei non potrà opporre al Suo avvocato quella somma e rifiutargli i residui 3.500 euro, perché così ha stabilito il Giudice!
Un’altra cosa che mi impedisce di dare una risposta esaustiva al Suo dilemma è quella relativa al valore: qual è l’importo da lei richiesto all’istituto assicurativo? Perché da quello parte la richiesta, poi, del successivo onorario.
Le segnalo, poi, che recentemente, con il noto “decreto Bersani”, per dare un impulso alla liberalizzazione delle tariffe dei professionisti, si è stabilito che il Cliente, con preventivo atto scritto, può accordarsi con l’Avvocato per un onorario parametrato ai risultati raggiunti: in altre parole, si può concordare con il proprio legale che, versato un importo iniziale per le spese vive, alla fine della causa, sul risultato raggiunto, il suo onorario sarà pari al tot% della somma effettivamente incassata.
Questi, per grandi linee, gli orientamenti che posso dare al quesito proposto.
Auguri per il felice esito della Sua controversia.
Saluti.
Avv. Antonio Dello Preite

Per sottoporre domande scrivere a: a.dellopreite@luceraweb.it 
Periodicamente i lettori potranno trovare risposta a quesiti legali generici che rappresentano una divulgazione ed un chiarimento di argomenti giuridici generali ed impersonali.
Laddove si voglia richiedere una vera e propria consultazione professionale on-line, il caso va rimesso direttamente all’indirizzo consulenza@avvdellopreite.it
L’avv. Antonio Dello Preite (sito Internet www.avvdellopreite.it) riceve tutti i giorni, sabato escluso, nel suo studio di Lucera alla via Indipendenza n° 21 dalle ore 18 alle ore 20 ed è raggiungibile ai numeri telefonici 0881-520993 e 347-2548204

 

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