01/11/2012 10:32:26

L'avvocato e conciliatore Antonio Dello Preite

Due giorni fa la Corte costituzionale ha diffuso la notizia con cui anticipa la bocciatura della obbligatorietà della mediazione civile, per eccesso di delega del Governo sulla materia. Evidenti e dirompenti gli effetti per una disciplina che solo da alcuni mesi aveva cominciato a muovere i suoi passi, ponendosi come un’alternativa alla giustizia ordinaria e ai suoi lunghi tempi di attesa.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato e conciliatore Antonio Dello Preite che da Lucera ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Paola Severino, esponendo il suo punto di vista e proponendo la soluzione al problema.
Di seguito il testo della missiva:

Esercito la professione di avvocato da ventotto anni e quella di conciliatore presso l’ANPAR. Prendo atto della decisione della Corte Costituzionale circa l’obbligatorietà della mediaconciliazione.
Vostra Eccellenza, come me, conosce molto bene in quali condizioni è ridotta l’amministrazione della Giustizia e, soprattutto, i tempi biblici nella materia civile : proprio per questo, la Giustizia Europea condanna periodicamente l’Italia.
Tuttavia, in poco più di in anno, l’istituto cominciava a funzionare, nonostante l’avversione dell’Avvocatura all’obbligatorietà dell’istituto.
Ma il punto di forza della mediaconciliazione è proprio quello e, a mio avviso, andrebbe ripristinato, perché, in chiave facoltativa, non decollerà mai per… gli ovvi motivi che non sto a spiegare, neppure con gli incentivi.
Quanto stabilito dalla Consulta, poi, è a mio avviso superabile tecnicamente.
L’obbligatorietà della mediaconciliazione è stata censurata perché il Governo ha emanato un decreto legislativo viziato da eccesso di delega e non per violazioni sostanziali a disposizioni costituzionali nel merito.
Leggeremo le motivazioni, ma credo di capire che l’obbligatorietà – in sé – non è incostituzionale, ma lo è solo perché introdotta in modo formalmente sbagliato nell’iter procedimentale di formazione di una Legge e cioè: il Parlamento ha delegato al Governo il compito di emanare il decreto legislativo per istituire nel dettaglio il funzionamento della mediaconciliazione e l’esecutivo avrebbe introdotto il carattere obbligatorio dell’istituto, violando – per eccesso di delega, appunto – le direttrici della legge che non gli conferiva tale potere.
Ma, se è solo questo il problema, lo si risolve subito con un decreto legge, da convertire in legge, o promulgando una legge ad hoc e l’obbligatorietà viene ripristinata perché non viola i precetti costituzionali sostanziali: si tratta, insomma, di un lapsus tra Parlamento e Governo.
La stessa Comunità Europea aveva, poi, promosso il sistema obbligatorio italiano …
Ricordo l’iniziale falcidia costituzionale del nuovo CPP – emanato con decreto legislativo dal Governo su delega del Parlamento proprio come la mediaconciliazione – perché molte disposizioni furono dichiarate incostituzionali per violazione delle legge delega: ebbene molti di quegli istituti furono corretti o rimessi tout court con una legge ordinaria.
Qui è successa la stessa cosa ed è un fatto – a mio parere – rimediabile.
Ma anche quegli stessi avvocati che tanto hanno osteggiato l’obbligatorietà della conciliazione, si troveranno a fronteggiare una Giustizia incapace di rispondere in tempi ragionevoli alle loro istanze ed essi stessi non potranno garantire risultati immediati ai loro sempre più poveri clienti i quali, stentando ad arrivare alla fine del mese, ben difficilmente potranno versare gli acconti di volta in volta negli anni, in attesa di una futura parcella col minimo garantito che non esiste più.
Vostra Eccellenza mi perdonerà se ho disturbato con questi miei pensieri a voce alta, ma credo che una correzione sia possibile, opportuna e che vada fatta anche subito se quest’istituto deve decollare effettivamente.
Ma tanto potrà avvenire – con le dovute correzioni ed aggiunte del caso – solo se è prevista l’obbligatorietà.
Ho espresso il mio pensiero di cittadino, di avvocato e di conciliatore.
Le porgo i miei deferenti ossequi.

avv. Antonio Dello Preite del Foro di Lucera (FG)

Illustre Avvocato,
anche a nome del Ministro, La ringrazio per i suggerimenti in materia di mediaconciliazione che ha inviato alla nota attenzione.
Valuteremo, certamente, in maniera approfondita, quanto da Lei sottolineato.
Cordiali Saluti,
Il capo della Segreteria Tecnica
Chiara Mancini

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