09/10/2018 08:15:47

Tutolo rompe il silenzio su Maia Rigenera

“C’è qualcuno che secondo me – emergerà la verità – non lo vuole fare questo impianto nuovo. Questa città è stata presa in giro”. Antonio Tutolo ha rotto il silenzio. Lo fa dopo dodici giorni, da quando cioè il 27 settembre scorso annunciò via social parere negativo al progetto e un suo personale passo indietro. Lunedì pomeriggio ha pubblicato un video messaggio sulla propria bacheca di Facebook.
Tre inquadrature diverse, microfono appuntato, il primo cittadino comincia a raccontare in poco meno di 19 minuti i circa dieci anni di battaglie, prima come consigliere comunale e poi come primo cittadino, spese nel combattere la famigerata “puzza”. 
“Purtroppo – scrive Tutolo nel post che accompagna il filmato -  la pioggia ha fatto sì che rinviassimo l'appuntamento di ieri (era previsto domenica un comizio in Piazza Duomo, ndr). In questi giorni, nei quali tanto ancora si sta dicendo, sento il bisogno di fare solo alcune precisazioni. Più per amore di verità che per altro. Vi chiedo solo qualche minuto e un po' di attenzione”. 
“Una piccola riflessione” con i suoi concittadini, dice, “perchè non mi trovo un po’ con i conti”. E quindi parte un lungo excursus, dalle lamentele dei lucerini (tra cui alcuni politici) per il fetore che ammorba Lucera, fino ad arrivare a oggi. Non mancano flashback sulla vicenda supportati da filmati, ritagli di post di Facebook e articoli giornalistici.
Sulla questione anaerobico a Lucera il confine della realtà è stato oltrepassato?  Se lo chiede più volte il sindaco. 
“Io ricordo che c’era un comune dove d’estate non si poteva vivere, in cui era impossibile anche solo pensare di farsi una passeggiata, dove non era immaginabile organizzare una cena con degli amici, con una importante incidenza sulle attività commerciali”, comincia Tutolo che rievoca anche come all’epoca si collegasse la puzza al cancro. 
Feci un po’ di commedia… e ricordo che io ero il cattivo, quello che voleva far chiudere l’azienda, che ce l’avevo con Montagano, che non volevo risolvere il problema. Qual era la soluzione, non secondo me, ma secondo tutti quelli che mi accusavano di voler in un certo modo vessare Montagano? Questo benedetto impianto anaerobico. Che tutti, nessuno escluso, caldeggiavano. Io ero contrario per un solo motivo: che non si doveva più utilizzare il vecchio impianto per la matrice fresca ma soltanto per il digestato. Uguale – uguale a quello che è accaduto adesso, perché anche nel nuovo progetto avevano messo l’uno e l’altro e ancora una volta io ho messo questo punto fisso”.
Sul “patto del camioncino”, quello che vide nel 2015 in Piazza Duomo il sindaco sotterrare (ma con riserva) l’ascia di guerra con Dario Montagano, chiarisce: “Ricordo che c’era qualche migliaio di persone in piazza e quindi sentirsi accusare di aver fatto questa cosa in silenzio, di nascosto da tutti, onestamente mi offende, mi dà fastidio e mi fa indignare. Veramente mi sembra di vivere in un’altra realtà! Forse era un sogno che ho fatto di notte. Il video di quello che accadde è ancora in rete”. 
Da quell’incontro pubblico si arrivò alla conclusione che Montagano avrebbe approntato il progetto e che il Comune avrebbe posto le sue condizioni che erano “identiche alle attuali”.
La Bio Ecoagrim presentò quindi il suo progetto anaerobico e si svolse pure qualche conferenza dei servizi. “Ma nessuno parlò - sottolinea Tutolo – anzi, tutti ancora ad accusare il pagnottaro che non faceva realizzare l’impianto, anche se non è il Comune a rilasciare l’autorizzazione ma può solo sollecitare e contribuire con un parere non vincolante. Nessuno che all’epoca abbia detto che quell’impianto è il male assoluto: fa venire terremoti, tumori, ecc”. 
Circa le bugie e le falsità diffuse in queste settimane sulla vicenda e su di lui ha le idee chiare: “È sicuramente per fini elettorali, perché l’anno prossimo si vota, perché tre anni fa quando c’era questo progetto di Montagano in campo nessuno ha proferito parola”.
Montagano stesso ritirò quel progetto oggi ripresentato, con tecnologie diverse, da Maia Rigenera, novità del mondo imprenditoriale locale perché società a metà con il gruppo Fortore Energia.
“All’improvviso, quando non c’è Montagano da solo, si decide che questo progetto è il male assoluto. Ci sta che uno cambi pensiero, ma qua tutti cambiano pensiero, anzi proprio quelli rompevano le scatole al sindaco sollecitando l’approvazione del progetto (quello anaerobico di Montagano, ndr).
Da qui, dalla confusione creata “ad arte”, la proposta del referendum. “Non ci vedevo nulla di strano, se non la voglia di coinvolgere i cittadini, ma si è spaventata la città”, afferma Tutolo che elenca la serie di fake news che lo riguardano su questa vicenda, dal fatto che non c’è nessuna nuova discarica, alle quantità e alla tipologia di rifiuti (che sono le stesse che già deve rispettare l’attuale impianto, ndr) fino all’assenza dei documenti che riportino studi epidemiologici che dimostrino una correlazione tra l’insorgenza dei tumori e le zone in cui insorgono gli impianti anerobici. 
Poi passa alle accuse di essere d’accordo con Montagano, fino alle insinuazioni sulle compensazioni ambientali per Lucera, “mai chieste dalle precedenti Amministrazioni”, che sarebbero una sorta di prova di un accordo con l’azienda. “Ho nuovamente querelato Montagano un mese fa – rivela - dopo l’archiviazione di un procedimento in cui mi aveva accusato di essere a capo di una cupola criminale ed estorsiva con altri soggetti del territorio”. 
Dettagli sui punti sollevati in questo messaggio, tra cui la domanda su chi - tramando nell'ombra - non voglia realizzare l'impianto, si riserva di sviscerarli in altre occasioni, mentre dà di nuovo appuntamento in piazza per domenica prossima “per condividere altre riflessioni”.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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