19/11/2018 17:07:29

Tensione tra enti per la fogna in Via Frisoli

Si alza il livello dello scontro istituzionale tra il Comune di Lucera da una parte e Acquedotto Pugliese e Arca Capitanata (l’ex Istituto Case Popolari) dall’altra, visto che qualche giorno fa da Palazzo Mozzagrugno è partita una specifica ordinanza sulla situazione disastrosa della fogna in fondo a Via de Peppo Serena e Via Frisoli.
In effetti i residenti e imprenditori della zona lamentano da anni la pessima gestione delle acque piovane e sotterranee in quel tratto di periferia che coinvolge anche la rotatoria che collega anche Via Palmori, con evidenti risvolti legati alla circolazione dei veicoli ma soprattutto alla salubrità e igiene pubblica, vista la frequente emersione di liquami fognari e la presenza di animali pericolosi come topi e ratti, con ripercussioni sulla vivibilità e il decoro urbano.
In caso di forti piogge, i tombini praticamente saltano dalla loro sede a causa della pressione proveniente dal sottosuolo, anche a distanza di ore dal fenomeno temporalesco. L’acqua fuoriesce dalle condutture e scorre lungo la strada, con l’aggravante che è mista a liquami della fogna nera invasa poco più a monte nelle vicinanze. La rete, infatti, appare sottodimensionata sotto il piano stradale, mentre sopra non è allineata al flusso naturale, tanto che la caditoie pure presenti non risultano coinvolte. Il risultato è topi morti venuti a galla, macchine in sosta ricoperte di escrementi liquidi sollevati dalle auto in transito e quindi condizioni igienico-sanitarie facilmente immaginabili.

Residenti e imprenditori di Via Frisoli furibondi per la situazione irrisolta della loro strada

E proprio su queste necessità di salvaguardia è stato poggiato il provvedimento che di fatto intima l’esecuzione di interventi sulla condotta fognaria “che si rendono necessari – si legge nell’ordinanza – per migliorare le condizioni igienico-sanitarie delle zone in questione ed eliminare gli inconvenienti evidenziati”. 
Il provvedimento fissa in 60 giorni il tempo massimo per gli interventi, trascorso il quale viene preannunciata denuncia all’autorità giudiziaria. 
E questa vicenda promette di finire davvero in tribunale, perchè è realistico pensare a un ricorso amministrativo da parte dei due enti, i quali vorranno presentare motivazioni valide a discolpa o almeno a condivisione degli interventi da effettuare.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0313s.