28/11/2018 19:08:49

Fatturazione elettronica, tra rivoluzione e problemi

Dal 1° gennaio entra in vigore la fatturazione elettronica… e forse non molti hanno compreso che si tratta di una vera e propria rivoluzione su come tenere la contabilità e pagare le tasse. Anzitutto non si tratta di un obbligo imposto, come molti pensano, dall’Europa, anzi è una deroga che ha chiesto il nostro Paese per contrastare l’evasione fiscale dell’Iva. Infatti, la Comunità Europea ammette la fattura elettronica e anche quella cartacea ma è il nostro Stato che ha chiesto di renderla obbligatoria, al fine di eliminare l’evasione. Non accadrà del tutto, ma di certo la ridurrà. 
Di contro, questa rivoluzione nel modo di gestire la contabilità porterà notevoli difficoltà alle imprese e ai professionisti addetti al settore. 
Tutto quello che era permesso prima, ora non lo è più! I buoni intenditori…intendano!  
La fattura cartacea non ha più alcun valore ed è abrogata. Con la fatturazione elettronica (che non è il programmino che banche, Caf e altri si sono dichiarati disposti a fare a prezzi ridicoli) cambia tutto il modo di approcciarsi alla gestione Iva. 
Come funziona il sistema? In realtà la fattura elettronica (Fe) non è un dramma, perchè più o meno la si faceva già per la Pubblica Amministrazione, ma quelle erano poche fatture che permettevano l’uso del software fornito gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate (complesso e macchinoso ma che per qualche fattura al mese andava bene). Ora invece, bisogna entrare nell’ordine di idee di fare, ma soprattutto scaricare, decine e decine di fatture, con un lavoro a monte di preparazione (fisco on line, cassetto fiscale, codice di attribuzione, nuova pec, etc..etc.) e uno a valle, consistente nella gestione operativa. Va poi detto che i tecnici dell’Amministrazione delle finanze non hanno considerato che chi fa gli scontrini fiscali avrà l’obbligo di cambiare registratore di cassa solo nel 2020 (registratori che invieranno direttamente all’Agenzia Entrate i corrispettivi di giornata), con la conclusione che per il 2019 la stessa Agenzia delle Entrate pretenderebbe dai commercianti al minuto di tramutare tutti gli scontrini di giornata in altrettante fatture. 
Esempio: una ferramenta che fa 200 scontrini dovrà a fine giornata fare 200 fatture elettroniche, altrimenti i dati non giungono allo SDI e quindi assumere un ragioniere per espletare l’adempimento. 
Inoltre, cambia anche il modo di fare proprio gli acquisti, perchè quando ci si recherà dal negoziante bisognerà mostrare il proprio RQ-CODE, cioè un codice che contiene tutte le informazioni della ditta, generalità, codice fiscale, partita iva, pec e codice identificativo. In tal modo, il negoziante tramite un lettore acquisirà tutti i nostri dati da usare per spedire la fattura al SDI. Va da sé, quindi, che è necessario che tutti i fornitori e clienti diano e ricevono le nostre e le loro credenziali per poter iniziare la fatturazione. 
Nella pratica, tra la ditta e il fornitore, e viceversa, ora c’è un altro terzo che è l’Agenzia delle Entrate con il suo sistema che si chiama SDI, cioè il postino che porta la Fattura dall’emittente al ricevente ma che, come un Grande Fratello, controlla tutto. Se la fattura è corretta, precisa e “normale”, la recapita al fornitore, altrimenti la scarta. Se la scarta ci sono solo 5 giorni per rifarla, altrimenti scatta la sanzione per omessa fatturazione. Chi riceve la fattura, la deve scaricare dal sistema e solo allora l’iva sarà detraibile, quindi se il fornitore si scorda di scaricarla nel mese di ricezione, l’Iva in detrazione andrà persa! O meglio, la potrà detrarre solo quando avrà scaricato la fattura. Inoltre, la norma afferma che i termini per fare la Fe sono di dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione, quindi anche per il venditore il tempo è stretto. A questo punto il SDI, nel mese e in tempo reale, potrà controllare se la fattura emessa da A è stata ricevuta da B, se A ha versato l’Iva e B l’ha detratta. In caso di anomalie, scatteranno le verifiche e i controlli. La stessa Agenzia delle Entrate, avendo tutti i dati di ogni contribuente, invierà una delega di pagamento precompilata e spetterà al professionista verificare se regolare o con modifiche da apportare (spesso l’Agenzia non conosce la reale situazione del contribuente, il regime fiscale adottato e quant’ altro). 
E questo è ovviamente il quadro senza scendere nei particolari di ogni singolo contribuente. 
Solo un consiglio: non bisogna farsi ingannare da chi propaganda “programmini” di fatturazione elettronica a 25 euro o come alcuni istituti bancari a 6 euro/mese, perché quelli servono per emettere la Fattura. E tutto il resto? 
E’ opportuno organizzarsi per tempo, anzi si è già in ritardo. 
Per chi volesse ulteriori chiarimenti, c’è la possibilità informativa per professionisti e imprenditori di un convegno organizzato da questo Studio, in programma venerdì 30 novembre alle 17 all’Itet Vittorio Emanuele III, replicato lunedì mattina proprio per gli studenti della scuola di Viale Dante. 

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