04/12/2018 08:10:52

Archiviata la querela di Amorico a un carabiniere

Nuovo rinvio, ad altro giudice, e per la terza volta, del processo a carico del comandante della polizia municipale Beniamino Amorico, accusato di truffa ai danni del Comune di Lucera. Nell’udienza celebrata la scorsa settimana al tribunale di Foggia, il procedimento è stato assegnato a un diverso magistrato, provocando quindi di fatto la ripartenza da zero. 
E così dovranno essere ascoltati nuovamente i dodici testimoni previsti, tra medici, dipendenti del Comune di Foggia e investigatori che hanno condotto l’indagine.
Amorico era stato rinviato a giudizio a febbraio 2014 e pochi giorni dopo, nell’ambito della stessa inchiesta della procura, era stato prosciolto da quella di falso. I due giudizi erano accomunati dalla medesima vicenda, ossia la richiesta di un permesso automobilistico che il maggiore dei vigili aveva chiesto al Comune di Foggia, città in cui risiedeva. 
La contestazione riguarda il comportamento tenuto sul lavoro da parte dell’imputato, tanto che il Comune di Lucera si è costituito parte civile e rappresentato dall’avvocato Vincenzo Scarano. In mezzo ci sono finite dichiarazioni e certificati medici attestanti le condizioni di salute di Amorico, difeso dall’avvocato Giuseppe Bizzarri, ma anche tabulati con orari di ingresso e uscita dal lavoro del comandante il giorno 12 dicembre 2010.
Nel processo è coinvolta anche una persona sua stretta familiare, a sua volta accusata di favoreggiamento.
Ma se il processo ha subito diverse battute d’arresto, il suo svolgimento ha generato un risvolto giudiziario terminato qualche giorno fa ed emerso a margine dell’udienza di giovedì scorso. All’inizio di quest’anno lo stesso Amorico aveva infatti querelato per falsa testimonianza l’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Molfetta, capo della sezione di polizia giudiziaria che ha condotto l’indagine. Per l’occasione il pubblico ministero aveva proposto l’archiviazione della denuncia a cui l’ufficiale dei vigili ha avanzato richiesta di opposizione, poi respinta anche dal giudice delle indagini preliminari che ha disposto la definitiva archiviazione del procedimento. 

Red.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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