03/01/2019 16:47:59

‘Piazza della Discordia’, c’è chi dice no

Mobilitazione popolare e nuovo Consiglio comunale monotematico. Sono le ultime due proposte avanzate per contrastare la realizzazione di “Piazza della Discordia”, ossia l’intervento edilizio previsto all’incrocio tra Viale Michelangelo e Viale Canova a Lucera.
La prima è stata invocata palesemente dal consigliere di minoranza Giuseppe Bizzarri: “Noi non possiamo fare altro – ha dichiarato durante l’ultima riunione che ha fatto il punto anche della situazione a proposito del contenzioso per i famosi conguagli da corrispondere all’ente, per l’esproprio dei suoli su cui sono stati costruiti i palazzi oltre 30 anni fa - e già ci siamo assunti una grande responsabilità. Resta solo di andare a protestare sotto Palazzo Mozzagrugno”.
La soluzione politica con una nuova seduta di Consiglio è stata ipotizzata dai dirigenti del Comitato di quartiere 167, iniziativa che tuttavia non sembra avere grandi speranze di successo quando l’interlocutore è tecnico. 
Nel frattempo, qualche settimana fa è stato firmato il contratto tra il Comune e la ditta appaltatrice dei lavori che di fatto promettono una rivoluzione dell’assetto urbanistico, sociale e viario dell’intero quartiere, anche perché sistemata praticamente al centro dell’area. Lo spazio pedonale interno sarebbe delimitato da quattro palazzine (dei due lotti privati uno è già abitato e l’altro è in fase di ultimazione) di cinque piani e disposte simmetricamente, con appartamenti privati e spazi commerciali. Quelle comunali, invece, prevedono 26 alloggi di edilizia sovvenzionata soprattutto per giovani coppie e disabili, mentre i locali al pian terreno sono stati concepiti per un uso collettivo, specie per i giovani, assieme a locali di servizio per la popolazione residente. Tutto intorno sarebbe creato un grande rondò incaricato di regolare il traffico che confluisce sulle due maggiori arterie del quartiere.
La posizione del Comitato è sempre stata contraria alla novità inserita nel Contratto di quartiere, poiché il quadrilatero di edifici con grande rotatoria viene ritenuto uno scempio visivo ed edilizio, con contestazioni legate all’assenza di spazi aperti e all’infelice collocazione di alloggi che avrebbero bisogno di maggiore “tranquillità”, al posto di traffico e rumore. 
Tuttavia la richiesta di delocalizzazione (nella vicina Via Scarano), avanzata fin dal 2012, ha trovato ferma opposizione da parte della struttura tecnica di Corso Garibaldi che ha sollevato timori in merito alla possibile perdita del finanziamento nazionale e alla nascita di un possibile contenzioso con il soggetto aggiudicatario della gara d’appalto.

Il rendering del progetto della piazza tra Viale Michelangelo e Viale Canova

“Il Comitato paritetico Stato-Regioni ha detto e scritto chiaramente che non ci sono rischi sui fondi, purché si facciano i lavori – ha ripetuto Fabio Valerio, esponente della minoranza che era già intervenuto in Consiglio comunale – e la Regione Puglia non è contraria alla soluzione prospettata. A questo punto non ci sono più scuse e non riusciamo a comprendere questa chiusura, tanto più che il dirigente tecnico comunale non sta adempiendo a uno specifico atto di indirizzo ricevuto all’unanimità dall’assemblea. Si tratta di un fatto grave per il quale ci dovrebbero essere della assunzioni di responsabilità contabile e finanziaria. Un fatto è certo: se a gennaio iniziano i lavori, non ci sarà più nulla da fare”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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