12/03/2019 10:01:31

Con Caruso è morto il ‘Mercenario di Lucera’

Con la scomparsa di Pino Caruso, avvenuta venerdì scorso, se n’è andato anche il “Mercenario di Lucera”, il personaggio da lui interpretato nel lontano 1967 quando cantò una ballata scritta da Pierfrancesco Pingitore su musica di Dimitri Gribanowski, i due maggiori animatori del Bagaglino dell’epoca assieme proprio al grande attore siciliano.
Teatro e cinema erano la sua casa, ma pochi sapevano delle sue qualità musicali e ancora meno che avesse legato i suoi primi anni di carriera a un personaggio nato a seguito dei racconti del barone De Boccard, il quale si ispirò a una persona realmente esistito per portare in scena le gesta del Mercenario sul palcoscenico romano di quegli anni, imbevuti di amarcord legati al fascismo e all’anarchia, ma anche di anti clericalismo. 
Era una strana canzone, molto famosa a quei tempi, con versi in rima e stilettate contro Chiesa e istituzioni, ma anche capace di descrivere scenari struggenti.

La copertina del 45 giri

“Son morto nel Katanga / venivo da Lucera / avevo quarant’anni / e la fedina nera” è il verso di esordio di un brano inciso pure su un 45 giri, visto che era uno dei cavalli di battaglia di Caruso che comunque pare non amasse tantissimo, perché troppo politicamente scorretta per l’epoca. 
“Salvai monache e frati / dal rogo del ribelle / ma l’Onu se ne frega / se brucia la mia pelle. / Se la mia pelle brucia / è perché son mercenario / ma il Papa se ne frega / e sgrana il suo rosario”…

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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