13/03/2019 17:48:52

Al Museo diocesano vecchie tensioni e nuovi risvolti

Sta facendo discutere non poco la vicenda del commissariamento dell’Associazione Terzo Millennio di Lucera, uno dei sodalizi più longevi in città e con un curriculum di attività svolto praticamente tutto all’interno del Museo diocesano, con numerose iniziative culturali che hanno suscitato grande interesse e apprezzamento di studiosi e appassionati di cultura e arte sacra. 
La diocesi di Lucera-Troia ne ha fatto giustamente un vanto, divenendo un punto di riferimento importante anche a livello accademico.
Con il passare dei giorni emergono altri particolari della storia, con i primi segnali risalenti all’anno scorso, ossia un sempre meno dissimulato malcontento da parte di diversi membri (soprattutto quelli più anziani) per gli atteggiamenti del direttivo insediatosi ad agosto 2017, ancora più in particolare nei confronti del coordinatore Arturo Monaco. Una prova indiretta potrebbe essere uno dei documenti portato all’attenzione dei probi viri (don Donato D’Amico e gli architetti Antonio Cordella e Daniela Lovaglio), vale a dire la mail di un iscritto in cui sarebbero contenute non meglio specificate offese dirette proprio al direttore dell’Ufficio tecnico diocesano, oltre che discredito sull’operato del direttivo di cui fa parte anche Marco Torinello e Mariapina Roberto, comunque assente al momento delle decisioni più drastiche.
In effetti la dirigenza, costituita anche dal presidente monsignor Luigi Tommasone, ha messo nero su bianco le contestazioni sottoposte al Collegio, aggiungendo testimonianze verbali sulle asserite mancanze da parte dei soci negli ultimi tempi. Si parla di scarsa partecipazione alle attività della maggior parte di loro, tra turnazioni, preparazioni eventi, aggiornamento didascalie e riordino percorsi.
Da qui i passaggi successivi della sospensione delle attività, della decadenza dei componenti ordinari e infine del commissariamento, affidato a Francesco Caliano che ha accettato “per il bene dell’Associazione”, poi affiancato dallo stesso Torinello (che è anche responsabile della biblioteca diocesana) nell’attuale ordinaria amministrazione del sodalizio.
Sia Tommasone che Caliano non hanno voluto rilasciare dichiarazioni a Luceraweb, alimentando indirettamente l’incertezza sulla vicenda. Naturalmente con questo scenario non si intravedono con chiarezza gli sviluppi che potrebbero a questo punto portare in qualsiasi direzione, mentre i risvolti concreti e attuali sono quelli di un Museo diocesano privato quasi del tutto del personale in grado di accompagnare e illustrare il patrimonio ai visitatori, con ripercussioni sulla reale fruizione dello stesso. 
Nel frattempo le lacerazioni dei rapporti umani e le spaccature restano evidenti, perché i nove firmatari del documento giurano solennemente di non voler più rientrare, ma si tratta solamente della metà degli associati, perché l’altra si sarebbe perfino rifiutata di leggerlo prima di approvarlo, circostanza che lascia presagire (e sicuramente anche sperare) il “recupero” di alcuni di questi nel momento in cui dovesse essere indetto il nuovo tesseramento.


A ogni modo, questa vicenda fa segnare un fatto storico: per la prima volta vengono resi noti pubblicamente fatti e circostanze che riguardano quanto accade nel palazzo vescovile, e direttamente da chi operava all’interno di esso prima di esser messo sostanzialmente alla porta. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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