13/03/2019 17:33:23

Rebecca ‘alfiere’ al Quirinale

Sono stati conferiti questa mattina al Quirinale gli attestati di “Alfiere della Repubblica”, assegnati un paio di settimane fa a 29 giovani italiani. 
La benemerenza è stata istituita nel 2010 da Giorgio Napolitano ed è riservata a cittadini italiani minorenni per mettere in luce eccezionali meriti nel campo dello studio, della cultura, della scienza, dell'arte, dello sport o del volontariato, con singoli atti o comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà che possano proporre modelli di comportamento positivi delle nuove generazioni.
Tra quelli del 2019 c’è anche Rebecca Maria Abate, la più giovane del gruppo che ha ricevuto il riconoscimento direttamente del Presidente Sergio Mattarella, alla presenza di un’altra lucerina, Filomena Albano, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.
La bambina, 11 anni, si è distinta per “l’aiuto che è riuscita a dare a una compagna di scuola con grave disabilità – è scritto nella motivazione – consentendole di uscire dal silenzio e di aprire una comunicazione con l’intera classe. Grazie alla sua sensibilità e al suo affetto, è riuscita a interpretare e comprendere i pochi segnali dell’amica, creando in questo modo nella classe un ambiente più aperto e inclusivo, dove la diversità è divenuta occasione di crescita per tutti”. 
Per quattro anni, infatti, e fino a giugno 2018, dalla seconda alla quinta classe della scuola primaria Tommasone, Rebecca si è presa cura di una compagna di classe, straniera e disabile, aiutandola praticamente in tutti i momenti di convivenza, dallo studio alla mensa, passando per il gioco.

Un momento della premiazione con il discorso di Mattarella

“La vostra presenza trasmette allegria di una concezione della vita straordinariamente positiva e ben vissuta – ha detto Mattarella nel suo discorso ai giovani – e per qualcuno forse questa chiamata e questo riconoscimento sono stati una sorpresa. Vi sarà parso strano, forse, e lo capisco perché ciò che avete fatto a voi sembra normale, avete fatto quel che vi è sembrato giusto nelle condizioni che vi trovavate di fronte. Ed è normale, avete ragione. Ma è questa l’importanza: far vedere che questa è la normalità della vita, che aiutare gli altri, aiutare chi è in difficoltà, rende la vita migliore, fa vivere meglio se stessi e la comunità in cui si è inseriti. Ed è quel che avete fatto, in tanti modi diversi, ciascuno con un’iniziativa particolare, dimostrando che ogni persona è irripetibile, ma che tutte queste risorse individuali confluiscono nella vita comune, nella convivenza. Non siete i soli a fare cose così belle da sottolineare; tanti altri ragazzi come voi hanno fatto cose analoghe. Voi li rappresentate tutti, perché il nostro Paese è pieno di ragazzi che hanno la vostra stessa sensibilità. È importante però farla conoscere, far capire che questa è la regola della vita, la normalità, che dovrebbe essere sempre praticata da tutti. Grazie a questi riconoscimenti nei vostri confronti si sono registrate grande attenzione e grande interesse, e cioò dimostra che questo atteggiamento è apprezzato come criterio di comportamento che dovrebbe essere sempre adoperato. Vi ringrazio molto perché avete dimostrato che questa è la vita del nostro Paese e che la solidarietà è l’impalcatura della convivenza. Nulla regge senza impalcatura. La nostra società, il nostro vivere insieme non starebbe in piedi senza la solidarietà. Voi l’avete praticata e dimostrata”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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