10/04/2019 10:27:48

‘Omicidio colposo’ per la morte di Giusy Mucciacciaro

La Cassazione ha pronunciato una parola definitiva sulla morte di Giusy Mucciacciaro, la 22enne lucerina che il 16 agosto 2011 perse la vita dopo essere stata sbalzata dalla giostra in movimento “Adrenalina X-treme” allestita nel corso delle Feste patronali.
La quarta sezione penale ha rigettato i ricorsi presentati dai legali dei tre imputati, confermando quindi le condanne a un anno e mezzo (pena sospesa) per omicidio colposo inflitte nel giudizio di primo grado e poi ribadito nel processo di appello terminato circa un anno fa. 
Così come disposto quindi dal giudice monocratico Rita Curci a marzo 2017, i giudici hanno quindi riconosciuto le responsabilità per Mario Bianchi, di 41 anni di Petacciato, proprietario dell’attrazione e assistito dall’avvocato Giacomo Grasso; Tommaso Pravadelli, 43enne di Verona, e Paolo Tomasoni di 36 anni di Brescia, titolari delle aziende costruttrici della giostra, entrambi difesi dall’avvocato Vittorio Gatti di Alessandria.
Riaffermata anche la confisca della giostra e una provvisionale di 40 mila euro a favore della famiglia della ragazza, costituitasi parte civile e rappresentata dagli avvocati Vincenzo Palumbo e Carmen Mastromatteo che si sono detti anzitutto soddisfatti per l’esito della vicenda processuale penale e si sono detti pronti a iniziare il percorso civilistico finalizzato a delineare almeno un ristoro economico ai parenti della giovane che quindi è morta per una riconosciuta “colpa generica” in concorso tra gli imputati.
La procura contestava alcune carenze di carattere tecnico e informativo, poggiando la sua tesi sulla perizia redatta dal professor Luigi Mangialardi, ordinario di Ingegneria meccanica dell’Università di Foggia che ha effettuato anche degli esperimenti sull’attrazione, appositamente rimontata e messa in funzione, simulando la riproduzione di quella situazione dopo aver acquisito i dati corporali della ragazza che spirò a causa delle fratture multiple riportate nella caduta di circa sei metri e per un successivo arresto cardio-circolatorio, così come accertato dall’autopsia.
Durante le udienze, uno degli elementi più importanti è stata la discussione sulla fornitura delle paratie laterali della fila di seggiolini.
In particolare per Mario Bianchi, è stata evidenziata la mancata esposizione di informazioni sufficienti circa l’accesso all’attrazione e il non aver impedito alla giovane, vista la sua grande corporatura, di salire a bordo della giostra, anche perché il manuale di utilizzo prevede il divieto “di far salire persone con dimensioni corporee tali da non consentire un uso corretto e confortevole dei dispositivi di sicurezza dei passeggeri”. In un primo momento a Tomasoni e Paravadelli era stata contestata la mancata realizzazione e consegna dei pannelli laterali all’acquirente e proprietario della giostra, pur essendo previsti nel progetto.

Il primo posto a sinistra era quello dove sedeva Giusy Mucciacciaro prima di essere sbalzata all'esterno


Per una fatale coincidenza, Giusy Mucciacciaro sedeva proprio nel primo posto a sinistra della fila di 22 seggiolini che si muovevano lateralmente a grande velocità, prima di cadere e trovare la morte dopo poche ore da quando era stata soccorsa in quella tragica notte che resterà per sempre nella memoria collettiva della città.

Red.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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