11/04/2019 10:26:37

Lastaria con il Riuniti, cosa succede ora

La decisione di trasferire l’ospedale Lastaria di Lucera alle dipendenze del Riuniti di Foggia, e non più sotto il controllo territoriale della Asl, è stata salutata praticamente da tutti in città con entusiasmo e compiacimento. Trattandosi tuttavia di una decisione per il momento solo politica, è evidente che sono iniziati di pari passo gli interrogativi sulla reale valenza tecnica e operativa del provvedimento, tanto più arrivato in un periodo elettorale, con tutti i legittimi dubbi che questo clima di solito restituisce. 
E’ effettivamente evidente che la bontà dell’operazione si misurerà solo all’atto pratico, ed è stata la stessa Giunta Emiliano a dare un tempo limite di tre mesi entro cui avviare “le procedure previste dalla normativa vigente in materia per il trasferimento”, cioè fare in modo che Asl e Azienda ospedaliero-universitaria concordino i contenuti del trasferimento che si profigura tutt’altro che semplice, sotto diversi punti di vista. Non a caso, è stata già prevista l’eventuale nomina di uno o più esperti (e qualcuno sarebbe stato individuato pure a Lucera), a titolo gratuito e senza costi per gli enti, “a cui demandare le funzioni di coordinamento, indirizzo e controllo, ovvero attività connesse al monitoraggio sull’esecuzione degli adempimenti conseguenti”.
Insomma, la vera partita si comincia a giocare adesso, perché poi l’edificio di Viale Lastaria diventi migliore di quello che è ora, fermo restando il suo status, confermato dalla Regione, di ospedale di “Area particolarmente disagiata”, perché a servizio che del territorio dei Monti dauni, e quindi con relativa e attuale dotazione di posti letto che resta inattaccabile. 
Quindi la situazione è solo migliorabile e potenziabile, ma resta sempre da vedere come, anche perché ora è realistico immaginare qualche resistenza interna da parte del personale eventualmente chiamato a operare da Foggia a Lucera, mentre quello già impiegato al Lastaria passerà sotto alle dipendenze del Riuniti, a meno che non faccia domanda di rimanere in carico alla Asl di Foggia, qualora nella dotazione organica della stessa vi sia posto vacante. 
Lo ha specificato la stessa Giunta Emiliano, con una disposizione valida anche per la gestione, i beni mobili e immobili, le pertinenze e le attrezzature. 
Uno degli interrogativi che sono subito sorti, per esempio, è sulla continuità assistenziale assicurata dal poliambulatorio, di stretta competenza della Medicina territoriale della Asl, poiché si tratta di un presidio con grande afflusso generato da un’ampia varietà di specializzazioni offerte. E poi ci sono invocazioni pressanti circa un potenziamento dei servizi di diagnostica per immagini, in crescente calo negli ultimi anni a causa di carenze di personale e problemi tecnici legati alle strumentazioni, senza contare il pronto soccorso che sta vivendo una vera e propria fase di decadenza, peraltro paradossale se si considera che quello del Riuniti è ormai serenamente associato a un girone dantesco.
Insomma, lavoro da fare ce ne sarà parecchio, mentre è cominciato subito quello delle rivendicazioni politiche. Da Bari è stato direttamente l’assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese ad annunciare la decisione su cui in effetti gli uffici stavano lavorando da diverse settimane, chissà quanto casualmente dopo l’esito delle elezioni provinciali in Capitanata.

La lettera mostrata da Tutolo in cui a ottobre scorso ha chiesto il trasferimento del Lastaria, descrivendo situazione e soluzioni

“Io faccio appello affinché tutti in città siano felici per questa decisione – ha commentato il sindaco Antonio Tutolo a Luceraweb – anche se i risultati si vedranno lentamente con il passare del tempo. Di certo si tratta di un provvedimento cercato in silenzio ma con insistenza, perché forse era l’unica soluzione per salvare definitivamente il nostro ospedale, visto che sugli altri di competenza Asl (San Severo, Cerignola e Manfredonia, ndr) nessuno si sente di scommettere. So bene che è già partita la corsa ad attribuirsi meriti e interventi, dal canto mio parlano gli atti, e cioè una lettera inviata già sei mesi fa al presidente Emiliano in cui abbiamo spiegato la situazione e proposto la soluzione che poi è arrivata. E’ chiaro che per certe cose ci vuole la volontà politica, e noi in questi anni le abbiamo fatte supportare da motivazioni concrete e inattaccabili”.

Riccardo Zingaro

“La Funzione Pubblica Cgil Foggia saluta con favore la valorizzazione del Lastaria di Lucera come struttura ospedaliera accorpata agli Ospedali Riuniti di Foggia”. E’ Mario La Vecchia, segretario generale della FP Cgil di Capitanata, a esprimere soddisfazione per il provvedimento annunciato dalla Regione Puglia. “Va dato atto al presidente Michele Emiliano e all’assessore regionale Raffaele Piemontese di aver trovato una soluzione che va nella direzione, da noi sempre auspicata e sostenuta, di salvare la funzione e il ruolo fondamentali dell’Ospedale Lastaria altrimenti destinato a chiudere i battenti”, ha aggiunto La Vecchia. “Una decisione seria e importante che è maturata anche grazie all’impegno del sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, e di tanti sindaci dei Monti Dauni che si sono mobilitati in questi anni assieme ad associazioni, sindacati, semplici cittadini”. La nuova gestione del presidio ospedaliero entrerà a regime nei prossimi mesi. Per la Funzione Pubblica Cgil Foggia, sarà fondamentale che il rinnovato modello gestionale dell’importante nosocomio lucerino garantisca una migliore valorizzazione dell’enorme patrimonio rappresentato da risorse umane, strutture e servizi. “Nel passaggio alla nuova gestione, serve preservare le professionalità e le risorse tecniche e strutturali che hanno sempre posto il Lastaria come punto di riferimento di un vasto territorio per i servizi che garantiscono il diritto alla salute di un’ampia Comunità”, ha spiegato Mario La Vecchia.
Senza contare le donne e gli uomini dell’area del personale, il Lastaria è un ospedale che funziona attraverso il lavoro di 174 persone tra medici, infermieri, direzione amministrativa. Ha una struttura composta da 8 unità operative: Anestesia, Rianimazione e Blocco Operatorio; Lungodegenza; Area funzionale chirurgica; Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza; Diagnostica per immagini; Medicina Interna; Dialisi; Patologia Clinica. Una importantissima funzione è svolta dal Pronto Soccorso. Il nosocomio lucerino è punto di riferimento centrale per un’area di circa 100mila persone, 30 comuni, per tutta l’area dei Monti Dauni e con particolare riferimento alla zona interna dell’Appennino Dauno Settentrionale. “Sono numeri importanti, ma stiamo parlando soprattutto di persone”, ha dichiarato La Vecchia. “Il pieno funzionamento e la massima valorizzazione del presidio ospedaliero di Lucera sono vitali non solo per il centro svevo e per i Monti Dauni, ma anche per decongestionare la domanda crescente di servizi che, negli ultimi anni, si è concentrata su Foggia, facendo sopportare una pressione enorme agli Ospedali Riuniti”, ha concluso Mario La Vecchia.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0313s.