11/05/2019 20:14:45

La voce dell’anima

Vangelo (Gv 10,27-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”.
Per la Fede cristiana ci sono con tre verbi decisamente fondamentali:
Ascoltare; Conoscere; Seguire. 
Chi sto ascoltando oggi nella mia vita?
Ho chiaramente, come penso anche ognuno di voi, un centinaio di “canali” aperti dai quali ricevo continuamente messaggi.
Messaggi che poi vengono accolti o rifiutati.
C’è un primo impegno nella vita del cristiano: Fare un discernimento.
Non è semplice perché, non so se capita anche a voi, determinati messaggi sono particolarmente seducenti.
Non è semplice perché a volte la fonte di quello che ascoltiamo ci pare limpida, trasparente, a volte persino “ordinatamente certificata”…  
Poi, con il tempo e sulla tua pelle ti accorgi che è una fregatura!
Quanti episodi della mia vita mi vengono in mente.
Ci sono delle storie amare che sono iniziate semplicemente ascoltando una “catechesi” dalla persona sbagliata.
Non ci crederete ma le famiglie sono piene di storie iniziate semplicemente ascoltando…
D’altronde, leggendo le prime pagine della Bibbia, i primi esseri umani ad ascoltare una catechesi dalla persona sbagliata (e poi a riceverne le amare conseguenze) sono una certa Signora Eva ed un certo Signor Adamo…
Decisamente ci sono voci che non possiamo fare a meno di ascoltare! 
C’è la voce dei nostri sentimenti: come è difficile a volte poter resistere a questa voce che ci prende dal di dentro. E come siamo indifesi, a riguardo, in certe stagioni della nostra vita.
Come anche un semplice sguardo a volte può introdurci in situazioni dove seguiamo vani progetti umani infedeli che ci promettono amore, serenità, felicità…
Sono certo che avete capito cosa intendo.
C’è la voce della nostra intelligenza: plagiata spesso dalla ricerca del “benessere” diventiamo a volte dei perversi novelli “luciferi”. 
Come ci scopriamo deboli, accessibili al male.
In questo nostro “ascoltare” si nasconde già una scelta…
Sì, porta in sé un rifiuto ed una accettazione.
Quante volte mi chiedo il perché;
quante volte mi rendo conto di fare “il male che non voglio”.
Quante volte rifiuto la voce di Dio nella mia vita non perché la rifiuti ma perché semplicemente scelgo di ascoltare la mia fisicità.  
E’ come se l’ascolto fosse una chiave che apre il mio “vaso di pandora” ed entro in vortici non più controllabili, perdo tutto di me.         
Ma, sapete, c’è una voce più forte, vera, che la nostra anima “conosce” perché è quella del creatore: La Voce di Dio.
Sì, lo voglio dire con molta serenità che c’è una comunicazione intima nella vita del cristiano; una comunicazione intima tra Cristo e l’anima.
E’ un dialogo  profondo, che sottintende una donazione totale, di anima di mente e di corpo.
La senti questa voce di Dio in te?
E’ come una “brezza soave”, un richiamo pulito e dolce che l’anima riconosce come la voce della Vita.
E’ una voce che si sente anche quando sei nella morte del peccato e ci dona  una sensazione di non completezza, di vuoto, di non senso per quello che viviamo. 
I rumori del mondo possono coprirla ma non fermarla.
E’ importante per noi cristiani avere una visione chiara del “Chi” stiamo ascoltando;
“Chi” stiamo conoscendo; e “Chi” stiamo seguendo…   
Nel Vangelo di questa Domenica si parla di chiamata, di seguire il Pastore!
E siamo portati a pensare alle vocazioni sacerdotali;
Non solo!
Esiste una vocazione che appartiene ad ogni cristiano, una vocazione fondamentale per il nostro mondo: è la VOCAZIONE DI APPARTENENZA A CRISTO…

“Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre”.
In ogni vissuto quotidiano c’è la possibilità di ascoltare più “voci”;
c’è la possibilità di seguire Dio o il mondo.
Nel sociale, nella famiglia, con noi stessi…
E non è vero che la voce di Dio giunge solo a prescelti, a persone dabbene o pie…
La voce di Dio raggiunge anche quelli che non Lo cercano anzi, forse noi per primi, potremmo raccontare che Lo abbiamo incontrato quando non lo cercavamo…
Questa voce di Dio ci giunge attraverso dei “fatti concreti”.
Sì, Cristo ci chiama, ci invita a seguirLo, attraverso le vicende quotidiane.
Conoscere Dio è appunto saper cogliere queste “orme invisibili”, che il passaggio di Cristo lascia nelle nostre esistenze.
A volte può essere una malattia;
un rendersi conto di aver perso il senso della vita;
un nostro fallimento.
Il cristiano sa che là, in quel fatto, si apre una strada un cammino che attraversa il “Mar Rosso”:
Dietro hai un faraone che ti insegue e davanti queste acque che potrebbero sommergerti.
La morte davanti; la morte alle spalle!
Che fare?
Decisamente non esistono ricette o formulari vari che, eseguiti alla lettera, diano un buon risultato.
Esiste che ti metti in cammino, passo dopo passo, giorno dopo giorno e segui Gesù, il nostro Pastore.
E’ un cammino di fiducia che si concretizza nelle piccole cose di tutti i giorni.
Valgono ben poco le tante parole, le lunghe prediche che anestetizzano i cuori (e non solo);
valgono molto i piccoli gesti.
Piccoli gesti che si concretizzano anche nel sentirsi appartenere a Dio, sentirsi nel palmo della Sua Mano insieme a tanti altri fratelli.
La vocazione che ognuno di noi ha: essere Chiesa in Cristo con i fratelli.           
Dietro un solo Pastore verso la vera vita.
E’ un segno importante che la Chiesa può donare al mondo:
L’unità, il seguire solo Cristo e non i tanti bravi maestri che possono riempire di pur eccitanti pruriti le nostre menti ma che poi ci ripagano con i macelli di queste nostre società.
C’è una fedeltà che nasce dall’ascoltare la Voce di Dio, dal conoscere l’Amore Dio e dal seguire Dio per i cammini che Lui ci indicherà. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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