11/06/2019 08:42:27

La guerra dei parcheggi a Porta croce

Sono già qualche decina, e devono ancora essere coinvolti diversi residenti, le firme in calce a una petizione che sta girando per tutto il quartiere Porta Croce su un problema che, riferiscono, abbia ormai assunto connotazioni insopportabili: la disponibilità dei parcheggi.
Destinatari della lettera sono la direzione provinciale e nazionale di Poste Italiane, i cui veicoli (almeno una quindicina) sono effettivamente disseminati per le strade intorno all’ufficio di Via Firenze quando non sono in servizio, di fatto togliendo spazio a commercianti, professionisti, residenti e pure a clienti delle attività della zona, così come gli stessi utenti del presidio pubblico.
I promotori dell’iniziativa avrebbero anche trovato una soluzione, proponendo un parcheggio periferico che faccia da terminal per i mezzi postali e ovviamente anche per quelli privati degli operatori che poi lasciano le proprie auto al posto delle vetture di servizio, occupando quindi gli stalli in maniera permanente e aggravando la penuria di spazi a disposizione. Addirittura si è arrivati a individuare anche una sede alternativa al Centro di distribuzione postale, il vero obiettivo delle proteste, perché necessita di adeguata logistica piuttosto difficile in una strada trafficata e stretta come Via Roma.
Entrambi i suggerimenti (presumibilmente per ragioni economiche) al momento non sono stati presi in considerazione dai vertici di Poste, per cui il problema resta e il malcontento sale.

In realtà questo è solo uno degli aspetti di uno scenario molto più ampio e variegato, perché si tratta praticamente dell’unico quartiere residenziale della città dotato di numerosi attrattori pubblici e privati, e nello stesso tempo caratterizzato da una quantità incalcolabile di “passi carrabili”, stalli per disabili e, ultima moda, quelli destinati a “carico e scarico merci”. Se il primo rappresenta un diritto esercitato dietro il pagamento di una tassa (peraltro inutile visto che il servizio rimozione a Lucera non esiste da oltre dieci anni), sugli altri due ci sarebbe parecchio da dire e soprattutto da verificare, perché molti posti gialli sono eredità di un passato, visto che magari non c'è più il disabile che lo aveva richiesto, mentre quelli a carattere commerciale sono spesso utilizzati dai richiedenti come posto su cui lasciare la propria auto privata. Una pratica sempre più diffusa, perché favorita dalla totale assenza di controlli, gli stessi che mancavano anche quando c’era (e c'è ancora) la giungla di sedie, secchi e cavalletti a protezione della propria porta o della propria vetrina.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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