02/06/2019 21:43:15

La campagna elettorale dei vincitori

A spulciare bacheche, tabelle, cifre e percentuali, ne vengono fuori di cose degne di nota al termine di una campagna elettorale che a Lucera è risultata più tranquilla rispetto alle precedenti, addirittura con punte di vera goliardia trasversale, ma con schemi e comportamenti ormai consolidati, alcuni divertenti, altri addirittura ridicoli, anche se non mancano gli spunti per riflessioni più serie.
Quella che proponiamo è una carrellata (affatto esaustiva) di quanto accaduto prima, durante e dopo il voto. 
Anzitutto le preferenze. Quelle di Giuseppe Pitta (800) fanno spavento, e rappresentano uno storico record cittadino per singolo candidato. Non sono pochi a chiedersi dove li abbia pescati l’avvocato lucerino che ora è il favorito alla carica di presidente del Consiglio, così quali siano stati i bacini per altri esponenti uscenti della maggioranza, specie quelli che hanno svolto il ruolo di consigliere e non di assessore, questi ultimi teoricamente più agevolati nella gestione di fondi e quindi di potere che comunque la coalizione Piazza Pulita ha sempre detto di rifuggire. 
Sarà interessante verificare, oggi più di ieri, quali piccole e grandi questioni sosterranno fattivamente e personalmente gli eletti e i non eletti, perché nessuno crede che molti (se non tutti) passeranno altri cinque anni a tacere e ad alzare la mano. Pulizia e gestione dei rifiuti, Sant’Anna e mercato settimanale, decoro (urbano e cimiteriale) e disciplina di viabilità e commercio sono problemi di cui qualcuno si dovrà pur occupare e possibilmente risolvere, senza più ritardi e dietrologie. Alcuni possono sembrare di pura estetica, ma a Lucera si è visto che ci vuole poco a farli diventare negativa sostanza.  
Tutolo si è parzialmente salvato, perché alcuni potenziali cavalli di Troia difficilmente sbarcheranno in Consiglio, e quindi in aula può contare su uno zoccolo duro che gli resterà fedele. Intanto deve subito risolvere il problema della composizione della Giunta che varerà in settimana, lui dice di essere tranquillo e di averlo praticamente già pronta, ma dalla sua composizione cominceranno a intravedersi i primi rapporti di forza, anche in funzione dei giochi per il ripescaggio dei primi non eletti.
In effetti, non sono pochi nemmeno i voti per Francesca Niro (459, e quindi aumentati di due volte e mezzo rispetto al 2014), Vincenzo Checchia (329) e Carmen Di Cesare (282), entrambi al raddoppio, e diversi altri che hanno visto lievitare fortemente il consenso. E’ pur sempre una conseguenza fisiologica del boom di Tutolo che ha vinto praticamente in surplace, prendendo sì gli stessi voti del 2014, ma quelli registrati al ballottaggio contro Bizzarri. 
Ancora più emblematico il caso di Tonio De Maio (495) che li ha raddoppiati pur provenendo da quasi cinque anni di opposizione, per di più piuttosto silente. Di lui si ricordano il rifiuto di qualche anno fa di voler sorteggiare gli scrutatori e più recentemente la meteora di coordinatore locale di un movimento che ha osteggiato Tutolo per cinque anni e poi il suo fondatore voleva entrare in coalizione con i futuri vincitori ma è stato respinto dal leader. 
Una delle tante acrobazie tentate, viste e sentite in questa campagna elettorale, al termine della quale si sta già pensando alla prossima per Palazzo Mozzagrugno. 
Anzi no, c’è prima quelle delle Regionali tra un anno. Ma siamo sicuri che si terrà veramente prima? 

Riccardo Zingaro

Vedi anche lo SPECIALE ELEZIONI

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,1406s.