06/06/2019 11:51:53

Ancora criticità idriche a Ripatetta

Com’è l’acqua che esce dai rubinetti di Lucera? 
A domandarselo da molto tempo sono i cittadini e più recentemente la stessa Amministrazione comunale che a marzo 2019 ha chiesto ad Acquedotto Pugliese di effettuare delle analisi su quella della rete idrica cittadina, con l’obiettivo di “rassicurare sulla qualità delle acque distribuite all’abitato”. Una richiesta “urgente”. 
Aqp ha fatto il punto della situazione attraverso una nota inviata al sindaco Antonio Tutolo, al dirigente del Settore ambiente della provincia di Foggia, Stefano Biscotti, al comandante del Comando dei carabinieri di Foggia, e al Dipartimento provinciale di Arpa Puglia, fornendo le analisi chimico, fisiche e batteriologiche effettuate da mese di settembre 2018 ai serbatoi a servizio della rete idrica e ai punti di consegna all’utenza. 
Luceraweb è in grado di rivelare in esclusiva i risultati che attestano “il rispetto dei limiti fissati dal Decreto legislativo 31/2001 relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano”. 
Insomma, parametri nella norma e perciò acqua sicura e potabile, ma con una precisazione che riporta a Contrada Ripatetta e precisamente alla condotta di adduzione all’abitato di Lucera.
Aqp spiega infatti che la tubazione è prossima all’area interessata dall’affioramento di acque, ma che “le pressioni di esercizio sono tali da non consentire in alcun modo l’infiltrazione di acque esterne nel vettore dell’acquedotto”.
Dunque, le misteriose acque in superficie affiorate non sono riconducibili – secondo il rapporto di Aqp – alla condotta che passa per Ripatetta né potrebbero contaminarla.
Ma di quali acque si tratta allora e da dove arrivano? Di queste parla il Rapporto conclusivo dell’Arpa Puglia a seguito di un sopralluogo del 20 novembre del 2018 e di cui chiede conto il Comune di Lucera che ha poi sollecitato Aqp affinché svolgesse delle indagini sulla qualità con una “richiesta di chiarimenti ed interventi” datata marzo 2019.
Il sospetto dell’Arpa era che quell’acqua rinvenuta a Ripatetta in occasione di un controllo all’impianto di compostaggio Maia Rigenera derivasse da una possibile rottura della condotta idrica che passa proprio di là. 
Possibile immaginare le ripercussioni sulla popolazione lucerina se così fosse stato e se si fosse dovuto procedere alla riparazione della condotta. Si sarebbe rimaterializzato nelle menti di molti l’incubo di marzo 2011, quando i rubinetti rimasero a secco per cinque estenuanti giorni. 
Invece, l’acqua non esce dalla condotta. La sua fonte però rimane, al momento, un mistero che non tranquillizza affatto, poiché il campionamento effettuato dall’Arpa ha evidenziato la presenza di cloriti e trialometani “compatibili con acque sottoposte a processi di disinfezione”. Inoltre, è stato evidenziato che “i valori di Dibromoclorometano, Brodiclorometano, Triclorometano superano le concentrazioni soglia di contaminazione...”.
Da qui la comunicazione urgente da parte di Tutolo ad Aqp e alle autorità competenti. Ecco il perché delle indagini sull’acqua che consumano i cittadini nelle loro case.
E se è vero che non ci sono rischi, rimane comunque da capire da dove arrivino quelle acque contaminate che affiorano vicino a borgo San Giusto. 
Come rimane in piedi la questione della condotta che passa per Ripatetta, sotto lo stabilimento Maia che sta effettivamente finanziando, così come disposto dal giudice, la realizzazione di un by-pass di circa un chilometro, in modo da aggirare il suolo dell’azienda sotto cui si è verificato il famoso e funesto cedimento. 
Ma più di tutto i lucerini non sono mai riusciti ad avere accesso all’ormai fantomatico dossier contenente i dati sulle analisi dell’acqua effettuate nel 2011, dopo la rottura della condotta a Ripatetta. Che cosa finì di quella collinetta nei bicchieri e nelle docce della gente?  
Dopo il colloquio col prefetto dell’epoca, il vice sindaco Mario Follieri e l’assessore all’Ambiente Andrea Bernardi riferirono di quel dossier, sottolineando che “la questione è molto più delicata di quello che noi pensiamo, dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni, e pazientare perché potremmo avere delle novità”.
Intanto, in otto anni, ne è passata di acqua sotto i ponti e dentro i rubinetti.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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