04/07/2019 11:33:15

Se erutta il Vesuvio, profughi anche a Lucera

E’ uno di quegli accordi che si spera non debbano essere mai rispettati, ma intanto il lento e complesso percorso di definizione sta prendendo forma proprio negli ultimi anni. 
La Giunta Emiliano la scorsa settimana ha approvato i modelli di “Protocollo d'intesa” tra la Regione Campania, la Regione Puglia ed i comuni di Torre Annunziata e San Sebastiano al Vesuvio per rendere operativi i gemellaggi stabiliti nel 2014 dal Governo Letta sulle “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”. Di fatto, fu l’ultimo provvedimento di quell’esecutivo nazionale prima della sua caduta.
Nella stessa seduta a Bari è stato approvato anche l’altro modello che interessa il Comune di Napoli - 9^ municipalità di Pianura – in relazione alle “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei”, questa volta varate con un decreto nel 2016.
Cosa significa nel dettaglio? In caso di una devastante eruzione del Vesuvio, sarà anche la Puglia centrale e settentrionale ad accogliere le popolazioni evacuate dalla cintura dei 25 centri esistenti sotto il vulcano, la cosiddetta “zona rossa”, tutti “gemellati” con diverse regioni destinatarie dei profughi campani. Gli accordi sono talmente avanzati che si parla di “gestione dei dati della popolazione (anagrafe, scuola, sanità, etc.), con il coinvolgimento degli uffici competenti, accesso ai servizi di base della popolazione ospitata e promozione di possibili iniziative volte a facilitare l’integrazione della popolazione ospitata nella comunità di accoglienza”, senza contare le intese da trovare tra le rispettive associazioni di volontariato.
Insomma, un vero e proprio esodo con enormi implicazioni anche sociali, economiche e amministrative.
Già cinque anni fa era stato stabilito che anche Lucera facesse la sua parte in caso di evacuazione totale, proprio con i due suddetti comuni di San Sebastiano e Torre Annunziata, rispettivamente di 9 mila e 42 mila abitanti circa.
In effetti, in Capitanata sono coinvolti i cinque centri più grandi (anche Foggia, Manfredonia, San Severo e Cerignola) con la sistemazione delle gente soprattutto nelle strutture scolastiche cittadine, da quelle della scuola dell’infanzia fino alla secondaria, sebbene l’elenco sia risalente al 2007 e quindi deve essere aggiornato alla situazione attuale. A ogni modo, resta il concetto di fondo di un preciso piano territoriale con interessamento graduale: con metà della popolazione spostata sarebbero attivate solo il capoluogo e Manfredonia, con il 75%, invece, entrerebbe anche San Severo, a seguire Lucera e Cerignola in caso di disastro completo.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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