09/07/2019 22:38:17

Santa Maria, Madonna del Colera

Era il 13 luglio 1837, anni che fece segnare anche la fondazione del Teatro Garibaldi, quando una Lucera spaventata e decimata si ritrovò ai piedi di Santa Maria Patrona per implorare la fine del contagio del colera che stava flagellando mezza Italia. In città i morti aumentavano e non si riusciva a uscire da quella grave epidemia che aveva colpito anche notabili della città, come il marchese Pasquale de Nicastri.
Le cronache del tempo riferiscono che almeno duemila persone (all’epoca Lucera circa 10 mila residenti) chiesero pubblicamente l’intercessione della Vergine, e in effetti in tantissimi affermarono che il simulacro della Vergine mosse prima gli occhi e poi cambiò il loro colore tra l’incredulità della folla che in effetti constatò la fine della diffusione della malattia. A seguito di quel fatto prodigioso venne avviato un processo canonico di cui si occupò la Sacra Congregazione dei Riti e Papa Gregorio XV concesse l’ufficio proprio e la Messa di prima classe da celebrarsi nel giorno del 13 luglio di ogni anno.
E così nella giornata di sabato prossimo, promossa dal Comitato Feste patronali, si terrà una rievocazione di quella giornata straordinaria dal punto di vista religioso e civile, con l’omaggio a Santa Maria, per l’occasione ridenominata “Madonna del Colera”, con una celebrazione eucaristica fissata in Cattedrale alle ore 19.
Al suo termine, e fino alla mezzanotte, si proseguirà con la recita continua del Rosario ai piedi dell’altare di Santa Maria.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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