11/07/2019 21:44:42

Tutolo si chiama fuori dalle Regionali

La bomba scoppiata ieri mattina a Palazzo Mozzagrugno, quando Luceraweb ha rivelato il rigetto del piano di riequilibrio da parte della Corte dei conti, sta facendo volare schegge in lungo e in largo, sia dal punto di fisico che temporale. E quella più grossa deve aver colpito proprio il sindaco Antonio Tutolo. 
A distanza di poche ore ha fatto un annuncio che rappresenta già una precisa indicazione sulle manovre politiche e soprattutto elettorali dei prossimi mesi.
“Ho messo da parte ogni pensiero che pure avevo su una mia candidatura alle Regionali dell’anno prossimo – ha dichiarato durante una diretta Facebook in cui ha fornito la sua versione sul clamoroso provvedimento dei giudici contabili – perché devo prima risolvere questo problema. Non mi muovo da Palazzo Mozzagrugno per cinque anni”.
E in effetti c’è da giurare che la vicenda impegnerà tutta la prima parte del suo secondo mandato a Corso Garibaldi, tra ricorsi e nuove proposte economiche da sottoporre alla Corte, con il rischio sempre più concreto di una dichiarazione di dissesto che paradossalmente sembra più vicina ora rispetto a cinque anni fa.
Questa presa di posizione rappresenta anche un ulteriore ordigno lanciato nella sua stessa maggioranza, dove ora potranno rialzare la testa pretendenti veri o autocandidati, ma anche al panorama politico provinciale e regionale, tra le comprensibili soddisfazioni per l’autoeliminazione di un avversario potenzialmente forte, e le delusioni di chi contava di mettere in scuderia un cavallo con 12 mila voti sulla groppa.
Tutolo, dal canto suo, non ha incassato benissimo questo smacco della Corte dei conti, e mercoledì mattina nei corridoi non nascondeva lo scoramento per la mancata approvazione della gestione economica dell’ente a cui aveva affidato energie e vanto. A suoi più stretti collaboratori si sta rivelando affetto da una sorta di sindrome dell’assedio, dopo aver messo in fila una serie di situazioni sfavorevoli che ritiene inspiegabili ma che si sono materializzate tutte dal 2018 in poi. Le inchieste giudiziarie sul tribunale e sul giudice di pace qualche cattivo pensiero glielo avevano fatto sorgere: “Mi vogliono abbattere”, andava dicendo sottovoce. La bocciatura arrivata dalla magistratura contabile deve aver rinfocolato certe convinzioni che si starebbero lentamente impilando nella sua testa, come fogli di una risma di carta con numeri, tabelle e bilanci, ma anche indagini, sequestri e processi. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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