29/09/2019 01:17:18

Roghi criminali: qualcosa si muove, non a Lucera

Che senso ha chiedere il Registro dei tumori, come ha deciso di fare (solo) di recente l’Amministrazione comunale di Lucera, se poi non si domandano controlli (e tanto meno si effettuano) su gravi situazioni di pericolo per la salute pubblica?
È un po’ come se il pesce chiedesse all’amo di che cosa morirà invece di scappare. 
Da anni c’è un problema preoccupante legato ai roghi di sterpaglie con cui spesso si camuffano incendi di plastiche e immondizia.  
In questa particolare estate avvelenata dai fumi tossici si stanno muovendo tante amministrazioni comunali, compresa quella barese, per combattere il fenomeno criminale che riguarda vaste aree della Puglia. In provincia di Foggia hanno alzato la voce i sindaci dei comuni dei Cinque Reali Siti che hanno già incontrato due volte il prefetto. 
A Lucera, Terra dei fuochi come le altre, tutto tace. Tranne il crepitio delle fiamme, che continuano ad alzarsi indisturbate nelle campagne e nelle aree di pertinenza di alcune aziende che sorgono a ridosso della città. Martedì scorso e poi ancora venerdì sera la gente è stata costretta a stare diverse ore con le finestre chiuse per via del tanfo inequivocabile di rifiuti bruciati. 
Questi incendi sono vere e proprie “bombe” per i polmoni della popolazione e non solo, dato che tali roghi sprigionano diossine (note sostanze cancerogene) che liberate nell’ambiente, risalgono la catena alimentare a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori (in particolare nel grasso), ai carnivori e infine all'uomo. 
Incendi e malattie
A molti ancora sfugge il collegamento tra una malattia e un incendio clandestino di rifiuti. Ad aiutare ad attivare un ipotetico campanello d’allarme non ci sono nemmeno dati sufficienti a supporto.  
Da questo punto di vista chiedere, come ha intenzione di fare l’Amministrazione comunale lucerina, il Registro dei tumori sul territorio di Lucera, che monitora e fornisce dati certi sui casi presenti in questa area geografica della Puglia, non basta: occorrono anche i controlli sui fenomeni che possono causare danni alla salute. 
Certo, avere dati aggiornati rispetto a quelli del 2015 è importante. Occorre infatti, come Luceraweb proponeva nel 2017, un serio studio epidemiologico per dare risposte concrete sulla correlazione tra incidenza dei tumori e tipo di avvelenamento con cui vengono a contatto gli abitanti di questa zona della Capitanata. L'analisi della distribuzione spaziale e temporale di una malattia consente infatti di porre le prime ipotesi su uno o più fattori causali possibili e consente di verificare se l’associazione è di tipo causale o meno. Lo studio epidemiologico è il mezzo fondamentale, dunque, per capire dove, quando e che tipi di tumori si riscontrano maggiormente in determinate aree osservate e quindi cominciare ad avere dati su dove c’è effettivamente più rischio di contrarre una specifica malattia.
Nel frattempo, però, bisognerebbe muoversi anche sul fronte del contrasto ai roghi criminali. Perché la situazione attorno a Lucera è ormai fuori controllo. Eppure, in passato l’amministrazione Tutolo si è distinta per le grandi battaglie (e le tante vittorie) a tutela della salute dei cittadini. 
Cinque Reali Siti
Di contro, c’è chi su questo fenomeno si sta impegnando e fa sul serio. Mercoledì mattina si è svolto Prefettura un nuovo incontro dei sindaci dei comuni dei Cinque Reali Siti. Alla presenza dei rappresentanti di tutte le associazioni agricole si è discusso dei tubicini di plastica incendiati (il cui rogo sprigiona una nube tossica molto pericolosa), ma anche dell'abbandono nelle campagne di rifiuti di ogni genere. In una nota congiunta i partecipanti alla riunione dichiarano: “Il nostro intento è quello di salvaguardare prima di tutto la salute dei cittadini e allo stesso tempo anche tutti quelli agricoltori che fanno onestamente il loro lavoro. Per questo abbiamo voluto incontrare le autorità preposte per stabilire insieme quali azioni mettere in atto per affrontare seriamente il problema". 
Durante l'incontro è stata messa in evidenza sia l'importanza di un'attività di informazione preventiva da parte delle associazioni di categoria sulle normative che disciplinano l'accensione delle stoppie e di residui vegetali e delle eventuali possibili alternative, ma anche della necessità di mettere in atto una serie misure di controllo e di repressione a carico di quei soggetti che mettono in atto comportamenti sconsiderati che possono danneggiare seriamente la salute di intere comunità. 
I rappresentanti delle associazioni agricole presenti, Confagricoltura, Coldiretti e Cia, hanno puntualizzato che lo smaltimento dei rifiuti speciali, tipo tubicini per irrigazione e polistirolo per le piantine, è possibile solo attraverso la consegna ad appositi consorzi, quali ad esempio il Cocera. Gli stessi hanno sottolineato che chi mette in atto comportamenti diversi oltre a commettere un grave reato, produce un grave danno alla salute di tutti.
“Con questa attività sinergica – concludono i sindaci - siamo certi che riusciremo a tutelare la salute dei cittadini delle nostre comunità. Ringraziamo il prefetto Raffaele Grassi per il suo compito di coordinatore, ma anche Carabinieri, Polizia, Forestale, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Polizia Municipale per il contributo che stanno dando alla causa. Abbiamo sporto denuncia nei confronti di ignoti ogni volta che si è verificato un rogo e grazie a questo atto dovuto le indagini hanno avuto inizio. Siamo certi che gli avvelenatori e i trasgressori non resteranno impuniti”.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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