07/11/2019 10:28:11

Il dissesto è ufficiale, attesi i commissari

Erano circa le 21 di lunedì 4 novembre, e fuori dal Teatro Garibaldi il vento stava spazzando via gli ultimi minuti che separano Lucera dall’inizio di una nuova era: quella del dissesto finanziario del Comune, dichiarato per la prima volta nella sua storia.
L’appello del segretario generale Giuseppe de Scisciolo sembrava una litania funebre accompagnata dai “sì” stentati dei membri della maggioranza, sindaco Antonio Tutolo compreso, che hanno deliberato un provvedimento a quel punto divenuto “obbligatorio”, pena lo scioglimento del Consiglio, sebbene nessuna comunicazione perentoria era ancora arrivata dalla prefettura. La gestione della tempistica di questa vicenda è parsa affrettata, ma sarà uno degli argomenti da approfondire in un secondo momento, mentre nel primo resta un fatto ormai assodato: la procedura prevede ora la nomina di tre commissari che avranno il compito di occuparsi della debitoria dell’ente (da quantificare al 31 dicembre prossimo) e soprattutto trovare le fonti di finanziamento della sua copertura, senza contare il riempimento dei fondi vincolati previsti dalla legge e oggi sostanzialmente vuoti.
E se la parte tecnica e burocratica sta comunque dettando le sue liturgie, il dibattito politico si sta trascinando da settimane su posizioni sostanzialmente contrapposte, anche perché le poche sfumature e addolcimenti non riescono ad avvicinare i rispettivi pensieri e convincimenti.
Al momento del voto, per esempio, in aula per la minoranza sono rimasti solo Raffaella Gambarelli (M5S) ed Ettore Orlando (FdI) ed entrambi si sono astenuti, mentre sono proprio usciti i tre forzisti (Michele Consalvo, Elisa De Maso e Antonio Buonavitacola) e la leghista Marina Petroianni. Assenti Antonio Pitocco e Vincenzo Iannantuoni, così come Gianpaolo Conte, unica defezione per la maggioranza che mastica amaro, ritenendosi estranea a questo “marchio” attribuito alla male gestione degli ultimi 30 anni di governo della città.
“Questo dissesto è figlio vostro e frutto del vostro fallimento morale e amministrativo – ha incalzato Michele Consalvo che da mesi sta dettando le critiche maggiori – perché siete stati bocciati più volte senza che un solo organismo vi abbia dato ragione. Aspettiamo con ansia le motivazioni della Corte dei conti, così potremo accertare anche le responsabilità. Se non vi dimettete ora, allora quando?”.
“Continuano le menzogne e le falsità, tra ignoranza e malafede – ha ribattuto Antonio Tutolo – perché quella attuate erano le soluzioni migliori, anche per le procedure di riscossione dei crediti che ora stanno cominciando ad arrivare nelle case dei lucerini. La bocciatura è nei confronti del Comune di Lucera e non dell’Amministrazione Tutolo. Io non mi sento responsabile di nulla, anche perché in cinque anni non abbiamo speso un euro, ma solo pagato debiti fatti da altri”.

Raffaella Gambarelli ed Ettore Orlando, unici due esponenti della minoranza che hanno votato sul dissesto, astenendosi

Posizioni critiche ma più tolleranti quelle espresse dai due "reduci" della minoranza al momento della deliberazione, ritrovatisi più o meno casualmente a fare asse. “Per il momento non chiediamo le dimissioni perché attendiamo le motivazioni dei giudici – ha dichiarato Raffaella Gambarelli – perché riconosciamo che Tutolo si è impegnato, seppur sbagliando. Non ha creato lui quei debiti ma li conosceva, così come sapeva già da aprile, in piena campagna elettorale, che la situazione non era buona. Ma ha taciuto ai cittadini. Adesso ci aspettiamo come minimo una riduzione delle spese per i compensi alla Giunte”. 
“In questo momento le dimissioni non sono opportune per non lasciare il Comune completamente nelle mani dei commissari – ha aggiunto Orlando – per cui prendo atto dell’apertura dei pentastellati e registro altrove un certo giustizialismo. Resta il dubbio che se avessimo votato all’unanimità il piano di riequilibrio del mese scorso, forse avrebbe avuto altro peso davanti ai giudici, ma la maggioranza non ci ha consentito di contribuire”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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