26/02/2020 08:48:59

La radiologia a Lucera è già nel futuro

“Oggi il radiologo è divenuto il medico di riferimento per tutti”. Non ci vogliono conoscenze sanitarie per essere d’accordo con un’affermazione del genere, perché è sufficiente la quotidianità della propria salute per prendere atto che moltissime diagnosi ormai passano da esami strumentali strettamente legati alle più avanzate tecnologie, con immagini che servono sempre più anche per la prevenzione delle patologie del corpo umano.
Da una decina di anni a questa parte tale consapevolezza è poi ancora pù accentuata dalla presenza a Lucera di uno studio radiologico che è diventato un punto di riferimento di un territorio sempre più vasto, dal Molise al nord barese, e iniziando naturalmente dalla provincia di Foggia.
I dottori Giuseppe Di Giovine ed Angelo Vergantino, dopo aver lasciato i rispettivi impieghi ospedalieri, si sono sempre più dedicati allo sviluppo della loro “creatura” che oggi si pone ai vertici tra le strutture private, con innovazioni tecnologiche in grado di superare buona parte di quelle pubbliche.
“Negli ultimi mesi abbiamo fatto dei grandissimi passi avanti in termini di investimenti – hanno spiegato a Luceraweb Di Giovine e Vergantino – non soltanto di natura economica ma soprattutto in termini di formazione e innovazione, senza contare la razionalizzazione degli spazi a disposizione in Via Battisti. Possiamo affermare di non essere più al passo coi tempi ma guardiamo oltre, direttamente al futuro”.
In effetti la punta di diamante del centro è un’apparecchiatura in grado di eseguire esami Tac ricorrendo alla realtà virtuale, peraltro emettendo il 40% in meno di radiazioni rispetto agli apparecchi più recenti, con percentuali anche più alte in rapporto a strumentazioni Tac ancora precedenti.
“La prima applicazione pratica che ci viene in mente è quella della colonscopia virtuale – hanno confermato – che quindi costituisce un enorme vantaggio in termini di precisione e comfort, grazie a ricostruzioni tridimensionali con tecnica multistrato che permettono di studiare veramente in profondità gli organi da analizzare. Altre tecniche di grande interesse possono essere la laringobroncoscopia virtuale, lo studio dei noduli polmonari, delle protesi ortopediche o l’angiografia, oltre ovviamente a tutto il resto”.
Ma la Tac è solo una delle applicazioni di ultima generazione installate da quest’anno, perché un altro ambito diagnostico di grandissima importante è ormai diventata anche la risonanza magnetica, applicazione sempre più diffusa e utilizzata per svariati ambiti diagnostici che possono andare letteralmente dalla testa ai piedi del corpo umano. Quella in funzione a Lucera è ad alto campo, quindi di nuova concezione da 1,5 Tesla ed è la prima della storia della città.
“E non a caso per le prestazioni di Tac e Risonanza abbiamo ottenuto l’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale”, hanno riferito Di Giovine e Vergantino.
In Via Battisti in realtà il rinnovamento è partito da più lontano, perché il primo passo c’era stato con l’introduzione del nuovo Ecografo di alta gamma dotato di elastosonografia, anche grazie a una risposta sempre più convinta della popolazione. E poi è arrivato l’upgrade di tutto il settore mammografico e senologico, con un nuovo mammografo tridimensionale in dotazione esclusiva e in grado di scoprire tumori di piccolissime dimensioni (3 millimetri). Oppure di quello odontoiatrico, con lo studio delle arcate dentarie in 3D con metodica Dentascan dedicata.
“Naturalmente possiamo contare non solo su strumentazioni di primissimo piano ma anche su specialisti e tecnici di radiologia di comprovata capacità ed esperienza – hanno aggiunto – mentre quello di cui vorremmo disporre è di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni sanitarie pubbliche”.
Quali sono i problemi del vostro settore?
“Ci sono dei dati oggettivi da cui partire, e cioè che in Capitanata la Asl ha stabilito un budget per le convenzioni significativamente inferiore rispetto a quello destinato ogni anno alle regioni limitrofe. Il risultato è una ‘mobilità passiva’ che interessa moltissimo il nostro settore. E’ evidente l’anomalia economica e gestionale causata da stanziamenti troppo bassi nella nostra provincia, per cui c’è un’unanime richiesta (sono sette gli studi privati sul territorio, ndr) di alzare l’asticella visto che ormai la radiologia è un settore imprescindibile, è quello di riferimento per tutti. E noi lo abbiamo scritto perfino sui nostri muri”.

Red. 
 

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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