24/05/2020 18:06:41

Febbre e sanificazione sul cantiere, cosa fare?

Egregio dottor D’Apote, 
volevo chiedere una cosa a proposito della misurazione della temperatura ai dipendenti: è vero che devo segnarmi su un modello tutti i giorni la temperatura prima che iniziano a lavorare? Ma loro devono misurarla anche a casa prima di venire in cantiere? Che senso ha misurarla due volte? Per sanificare i bagni di cantiere posso usare i sali quaternari di ammonio?
Grazie
Distinti saluti
(mail firmata)

Ritengo come sempre che dobbiamo fare attenzione, più che agli aspetti documentali (cioè “alle carte”), agli aspetti concreti della sicurezza.
Chiariamo prima di tutto che, prima di recarsi al lavoro, tutti i lavoratori devono misurarsi la temperatura nel loro domicilio e non devono assolutamente uscire di casa se hanno 37,5 gradi o più.
Lei, invece, come datore di lavoro, ha l’obbligo di misurare la temperatura ai lavoratori prima che entrino in cantiere, ed impedirne l’accesso se superano il limite stabilito, usando un termometro non a contatto. Nel caso in cui sia maggiore, il lavoratore sarà momentaneamente isolato dalle altre persone, gli sarà fornita una mascherina (se non la ha), non dovrà recarsi al pronto soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovrà contattare immediatamente il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni (o, comunque, l’autorità sanitaria).
Lei giustamente mi chiede perché la temperatura deve essere misurata due volte. La risposta è facile: due controlli sono meglio di uno. Se il termometro di casa non è preciso, o se il lavoratore sbaglia a leggere la sua temperatura, il secondo controllo gli impedirà di entrare in cantiere, evitando di contagiare i colleghi e le relative famiglie.
Questo aspetto è importantissimo, sono portato a pensare che molti lavoratori e datori di lavoro non misurino la temperatura prima di andare a lavorare, perché “si sentono bene” e sono sicuri di non avere la febbre. Questi pochi minuti, invece, si devono impiegare perché sono una forma di rispetto verso noi stessi, i nostri colleghi e le famiglie dei nostri colleghi. Inoltre (secondo aspetto) nella successiva ricostruzione dei contatti di un lavoratore malato di Covid-19 nel luogo di lavoro, i colleghi in contatto con lui verrebbero messi in quarantena, con la conseguente possibile chiusura temporanea dell’azienda e incertezza del posto di lavoro.

Venendo all’aspetto “cartaceo” del quesito, non è necessario compilare un registro delle temperature registrate ai lavoratori, basta la misura istantanea: se è tutto ok si inizia a lavorare. La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce infatti un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente. A tal fine gli stessi protocolli condivisi anti-covid suggeriscono di rilevare a temperatura e non registrare il dato acquisito; se si ritiene di registrare il dato, occorrerà invece fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali ed adempiere a tutte le altre incombenze dettate dalla normativa Privacy.

Per quanto attinente infine il suo secondo quesito, i prodotti utilizzabili in tutte le azioni di sanificazione devono avere le caratteristiche indicate nella circolare n.5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, che la invito a consultare, oltre che in merito ai prodotti utilizzabili, anche a proposito delle modalità operative previste. (Occorre sempre pulire prima di sanificare !!)

Spero di esserle stato utile, relativamente ai quesiti posti. La normativa è molto articolata ed abbiamo esaminato in breve un solo aspetto di essa. Le consiglio di farsi seguire da un bravo consulente, in quanto il mancato rispetto delle disposizioni vigenti può avere conseguenze gravissime sia in termini di possibili perdite di vite umane che sul profilo penalistico e del risarcimento del danno.

Auguro una sicura ripresa del lavoro a tutti.
Dott. Michele D’Apote

Michele D’Apote è laureato in giurisprudenza con indirizzo penale–lavoristico. È formatore per la sicurezza sul lavoro dal 1996. Coordinatore per la sicurezza, è consulente di imprese ed RSPP in vari ambiti lavorativi (edilizia, agricoltura, sanità, RSSA, settore estrattivo ed energetico). E’ professionista antincendio abilitato ed iscritto nell’elenco nazionale tenuto dai VV.F.. È autore di numerose ricerche e testi in materia di sicurezza sul lavoro pubblicati da case editrici del settore.

Per sottoporre domande per la rubrica “Lavoro & Sicurezza” scrivere a: dapote@luceraweb.it 
Per consulenze private si può contattare il dottor D’Apote al seguente indirizzo e-mail:  info@dapote.it

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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