19/07/2020 19:00:56

Il rapporto tra corpo e bilancia

Evitare sovrappeso e obesità, è ciò che ci indicano le linee guida.
L’eccesso di peso rappresenta un rischio per la salute, soprattutto perche? spesso associato con alcune malattie, come quelle cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione, alcuni tipi di cancro e altre patologie croniche e osteoarticolari.
Maggiore e? il grasso in eccesso, tanto maggiore e? il rischio. Alcuni tipi di distribuzione del grasso corporeo sono poi associati a un rischio piu? elevato.
È bene quindi mantenere il peso entro i limiti normali o di riportarlo gradualmente alla normalita?, eventualmente facendosi seguire da specialisti, come i dietisti, dietologi o biologi nutrizionisti.
Il peso corporeo rappresenta il risultato misurabile del “bilancio energetico” tra quanta energia entra e quanta ne esce.
Attenzione, però, creare un deficit di energia che entra, quindi ridurre l’introito calorico, attraverso diete molto drastiche, come diete “fai da te” o diete squilibrate monocibo o principalmente proteiche o con digiuni o sostituti dei pasti, è spesso controproducente e può essere dannoso.
Questi regimi alimentati, oltre a non poter essere protratti per lungo tempo in quanto sfidano la fisiologia umana, possono instaurare errati comportamenti con il cibo, causando cosi ulteriori problematiche.
All’interno di un piano dietetico con lo scopo dimagrante, sono compresi tutti i macronutrienti. Inoltre, è importantissimo fare educazione alimentare per rendere il soggetto autonomo nelle scelte e per protrarre i benefici della dieta a lungo termine.
Il termine dieta, infatti, significa stile di vita. Fare una dieta, non deve essere fine a sé stesso, solamente per perdere i kg di troppo.

Quando è importante monitorare il peso corporeo?
Ci sono casi patologici, come quelle renali, scompensi cardiaci, disturbi del comportamento alimentare, neoplasie, diabete, in cui è importante monitorare il peso corporeo più frequentemente.
Ad esempio, nel caso di un paziente dializzato, è importantissimo pesarsi prima e dopo, per valutare l’accumulo di acqua.
Nel resto dei casi, ogni quanto è importante monitorare il peso?
Se la prima cosa che fate quando scendere dal letto è salire sulla bilancia, trovate una nuova abitudine.
Il peso, come detto prima, è il risultato dei nostri comportamenti alimentari ma la perdita di peso si misura su settimane/mesi e non su giorni. In più, il peso è un indicatore incompleto preso da solo e monitorarlo costantemente può generare stress, ansia ed è avvilente.
In passato, spesso, si e? creduto che l’efficacia della dieta si basasse solamente sul peso perso. Se hai perso peso, sei stato bravo! In realtà, è molto più importante valutare i progressi fatti nel migliorare la propria alimentazione, che di conseguenza portano nel tempo anche ad una riduzione del peso, ma in questo caso, se fatti propri, sono duraturi, così da evitare anche il classico effetto yo-yo delle diete.

Il peso, però, preso da solo è un numero e ha oscillazioni numerose sia nell’arco della giornata sia tra un giorno e l’altro, essendo il frutto di numerosi fattori.
Cosa influenza il peso corporeo? Massa ossea, organi interni, sangue
Questi tre fattori sono più o meno costanti nel tempo, poi: massa muscolare, glicogeno epatico e muscolare, acqua e liquidi, minzione ed evacuazione, massa grassa, ormoni, farmaci, stati febbrili e infiammatori, sonno, attività fisica, pasti, kdratazione
Questi ultimi invece, incidono più nelle variazioni di peso del breve periodo.
Non bisogna stupirsi, quindi, se c’e? differenza di 1kg tra il mattino e la sera. Anche semplicemente bevendo due bicchieri di acqua si può modificare il peso.
È normale, quindi pesare di più dopo un pasto abbondante o il giorno dopo aver mangiato una pizza e questo può essere dovuto magari ad una maggior ritenzione idrica. Il peso, infatti, è influenzato nel breve periodo principalmente dall’acqua e non dalla riduzione o dall’aumento del grasso corporeo o della massa muscolare, come molti pensano.
Nel lungo periodo, invece, è possibile valutare un cambiamento della composizione corporea, insieme ad altri fattori come la valutazione delle circonferenze.
Assumere troppo sodio (quindi anche sale), ma anche troppo poco, nell’alimentazione quotidiana, incide sul nostro peso.

Le riserve di glicogeno muscolare ed epatico incidono?
Il glicogeno è un polisaccaride formato da catene di glucosio ed ha lo scopo di riserva energetica glicidica. Il glicogeno lega acqua, circa 3-4gr di acqua per grammo di glicogeno, quindi incide sul peso nel breve termine. Il glicogeno epatico e quello muscolare, contribuiscono a soddisfare le richieste metaboliche. Il glicogeno, in piccola parte, si trova anche nei reni, nel tessuto adiposo e nel cuore. Le scorte di glicogeno muscolare vengono mobilitate in seguito ad uno sforzo muscolare, stessa cosa accade se viene diminuito drasticamente l’apporto di carboidrati dalla dieta mettendo l’organismo in condizione di utilizzare il glicogeno stoccato, assistendo quindi a una diminuzione repentina di peso dovuta alla conseguente perdita dell’acqua legata ad esso.
Su questo si basano le diete detox, i digiuni o le diete no carb. Al contrario, se dopo un periodo di dieta restrittiva si introducono nuovamente i carboidrati si vedranno salire i numeri sulla bilancia, ma questo è spiegato dal fatto che fegato e muscoli cercheranno di immagazzinare più glucosio possibile, e con esso anche acqua.
L’attivita? fisica indice sul peso: in seguito ad uno sforzo muscolare protratto il corpo utilizza glicogeno muscolare con perdita di acqua che viene comunque reintrodotto nel pasto post-allenamento, causando cosi piccole variazioni. Oltre a questo, altre variazioni di peso, sempre dovute all’acqua possono essere dovute all’idratazione, fondamentale nella pratica sportiva.
Cambiamenti ormonali: ad esempio il ciclo mestruale porta a una temporanea forma di ritenzione idrica, fisiologica.
Assunzione di farmaci: alcuni possono comprendere ritenzione idrica.
Il sonno, lo stress e stati febbrili o infiammatori incidono, anche loro, sulle variazioni minime di peso nel breve termine. Lo stress e la carenza di sonno, in realtà, possono portare ad un incremento di peso reale per maggior introduzione di cibo.

Per capire se si è normopeso, sovrappeso o obesi, è possibile fare riferimento all’indice di massa corporea, o BMI, che è un indice statistico, non esaustivo, in quanto non tiene conto della composizione corporea, che correlando peso e altezza, permette di classificare il peso. Il BMI e? il valore numerico ottenuto dal rapporto del peso espresso in Kg e l’altezza espressa in metri al quadrato
BMI: PESO/ALTEZZA IN METRI AL QUADRATO.
Sottopeso <18,5
Normalità: 18,5-24,9
Sovrappeso: 25-29,9
Obesità primo grado: 30-34,9
Obesità secondo grado: 35-39,9
Obesità grave >40
Esempio: uomo di 70kg, alto 1,80m
Calcolo BMI: 21,6 rientra nel range di normalità.

La dottoressa Gaia Gagliardi, dietista all'istituto Unisalus di Milano

E’ un indice statistico che non tiene conto della composizione corporea quindi non sara preciso per gli sportivi o atleti che, infatti, per l’elevata componente muscolare (che pesa più della massa grassa) potrebbero addirittura risultare sovrappeso. Per la maggior parte della popolazione è comunque un parametro da tenere in considerazione e da cui partire.

Dr.ssa Gaia Gagliardi – Dietista UNISALUS Milano

Maggiori informazioni a questi due link
http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=135&area=Vivi_sano
https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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