13/07/2020 17:01:23

Operazione al cervello da sveglio

Il reparto di Neurochirurgia del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dal dottori Antonio Colamaria, ha eseguito per la prima volta un intervento a paziente sveglio (awake surgery) per la rimozione di un angioma cavernoso cerebrale (una lesione benigna), responsabile di crisi epilettiche e disturbi del linguaggio in un’area particolarmente delicata del cervello, il lobo temporale sinistro. 
Con la disponibilità dei nuovi farmaci anestetici e il perfezionamento delle tecniche chirurgiche, questo tipo di chirurgia sta facendo registrare grandissimi progresso, anche grazie alla mappatura della corteccia cerebral con tecniche di imaging, tra cui la risonanza magnetica funzionale. 
Ad agire è stata una equipe multidisciplinare: il percorso prevede la presenza del chirurgo, anestesista, neurofisiologo, neuropsicologo, oltre al personale infermieristico altamente qualificato, e non termina con l’intervento chirurgico, in quanto il paziente continuerà ad essere seguito alla stessa maniera anche nella successiva degenza. 
In questa occasione hanno operato anche i neuro-anestesisti Paolo Pugliese e Lucia Mirabella, il neuropsicologo Antonio Petrone e l’epilettologo Giuseppe D’Orsi, appartenenti sia al Policlinico che all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo
Questa nuova metodica, già diffusa all’estero, si sta sviluppando anche in Capitanata e consta di tre fasi. Nella prima il paziente viene sedato. Dopo il blocco anestesiologico locale di specifici nervi cranici sottocutanei, viene fatta l'incisione indolore della pelle e l’apertura del cranio. Lo stato di analgesia non deve interferire con il comfort del paziente né con il monitoraggio elettrofisiologico dello stesso, garantendo comunque la stabilità cardiorespiratoria. Nella seconda fase il paziente viene risvegliato dalla sedazione ed è in grado di rispondere alle domande che lo staff di neuropsicologi gli rivolgerà durante tutto il corso dell'intervento, come ad esempio l’esecuzione di semplici esercizi mentali quali recitare poesie o ripetere tabelline. Questi sono solo alcuni degli stimoli che hanno la finalità di rendere il paziente collaborativo in modo che, durante l'asportazione della lesione, non vengano compromesse le zone del movimento, della memoria e del linguaggio. Nella terza fase il paziente viene nuovamente sedato in modo da procedere alla chiusura del cranio.

“In questo modo si sono notevolmente ridotti i rischi di sequele neurologiche, come i disturbi del linguaggio o del movimento, passando dal 10 al 2% - ha spiegato il dottor Colamaria – e così si evitano, inoltre, lo stress e i problemi dell'anestesia generale, per cui il paziente è in grado di rialzarsi autonomamente già il giorno successivo all’intervento. Fondamentale è la collaborazione tra specialisti di diverse branche e pertanto la creazione di un team multidisciplinare dedicato a questo tipo di chirurgia”. 

“Il Policlinico Riuniti di Foggia è diventato un centro di eccellenza per il trattamento delle patologie neurochirurgiche, raggiungendo risultati importanti grazie alla cooperazione di un team altamente preparato – ha aggiunto il direttore generale del Riuniti Vitangelo Dattoli – e la tecnica di ‘awake surgery’ è solo una delle ultime metodiche introdotte nella nostra struttura, con la finalità di rendere più sicuro il trattamento della patologia oncologica cerebrale. Sono in uso nella nostra azienda le ultime tecnologie neurochirurgiche come il microscopio operatorio robotizzato e il neuronavigatore che hanno migliorato notevolmente la qualità di vita dei pazienti”.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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