22/07/2020 20:59:40

Candidature 'prescritte' dai medici

Questa è la campagna elettorale più “liquida” della storia della città, talmente incerta che non è nemmeno sicuro l’inserimento di Lucera nella lista dei comuni che potranno rinnovare il proprio Consiglio i prossimi 20 e 21 settembre.
Nel prossimo fine settimana, infatti, si devono incastrare tante di quelle procedure burocratiche tra prefettura, ministero dell’Interno e Presidenza della Repubblica, che non sono pochi a ritenere che difficilmente si farà in tempo a confezionare il necessario Dpr da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale nella giornata di lunedì, dopo la firma domenicale di Sergio Mattarella. 
E se così fosse davvero, il pensiero tornerebbe subito allo stillicidio registrato nell’attuale (o ex) maggioranza a Palazzo Mozzagrugno, con il sindaco Antonio Tutolo che ci ha messo settimane per decidere cosa fare e soprattutto convincere i suoi (non tutti per la verità) della partecipazione alle Regionali, per poi dimettersi solo il 3 luglio, data che ha fatto partire tutte le successive scadenze tecniche. 

Ma se così non fosse, a due mesi esatti dall’apertura delle urne non c’è un solo punto di riferimento sicuro per l’elettorato locale, visto che nell’ultimo mese tutti (tutti) hanno praticamente parlato con tutti (tutti), senza che si potesse registrare una sola linea chiara e diretta. È successo a livello regionale, con Antonio Tutolo che è andato a chiedere a Raffaele Fitto di entrare nella lista "La Puglia domani" (ed escludere un suo potenziale avversario sipontino che però si era già accasato), tanto più a livello cittadino dove si è visto e sentito di tutto. Magari qualcuno si affretterà a smentire, puntualizzare, precisare, ma bisognerà sempre fare la tara tra gli incontri pubblici e quelli vanamente segreti tenuti nei posti e nelle occasioni più disparate, con un diario giornaliero che non riuscirebbe a contenerli tutti.
Naturalmente diversi di questi erano più che altro dei sondaggi su quali carte potesse avere in mano il proprio interlocutore, o altri contenenti proposte talmente indecenti da essere irriferibili, ma proprio questa ultima circostanza fotografa chiaramente la difficoltà di tutti i contendenti, ufficiali e ufficiosi, di costruire un percorso autonomo, senza dover necessariamente “inquinarlo” osannando ex avversari e nemici fino al giorno prima, oppure imbarcando soggetti e liste notoriamente "ondeggianti" a seconda del momento e della situazione. . 
E le cause sono tante e variegate, con un comune denominatore rappresentato dalla fatica di riuscire a trovare gente che si voglia mettere in gioco per la prima volta nelle liste, o peggio ancora di chi ha tirato la carretta dodici mesi fa e oggi dovrebbe ricominciare da capo. Nella maggioranza non c’è più il traino diretto di Antonio Tutolo e quindi la percentuale di sacrificio adorante è scesa terribilmente, da altre parti la ferite derivanti dalle sconfitte sono ancora sanguinanti, sia nel morale personale che nei rapporti con i possibli partner di coalizione. 
Poi ci sono quelli che ostentano una forza che in realtà non hanno, o quelli che nella confusione generale pensano che gettandosi nella mischia potrebbero trovare un qualche giovamento a medio termine. Tutti calcoli legittimi, per carità, salvo poi scoprire che quindi il giocatore di carte e l’esperto di puntate non era poi solo Tutolo.
Un fatto è certo: tutte le intenzioni di candidatura a sindaco pare siano dettate da esigenze mediche per quanto siano presentate come irrinunciabili. 
Quando poi uno dice le emergenze sanitarie.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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