01/08/2020 21:30:14

Cuori umani da moltiplicare

Vangelo (Mt 14,13-21)
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Il commento di Michele Cuttano, diacono   
Quando la vita mi sovrasta, quando non so dove sbattere la testa, quando chi mi sta intorno sta più inguaiato di me non può aiutarmi…
Dio dov’è?

“…. vide una gran folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati”.
Compassione, che parola strana, che sentimento poco divino invade il cuore di Gesù: 
Com-patire, patire insieme….!
Come può Dio patire?
Eppure Cristo “condivide” la nostra debole umanità.
Dio è così vicino all’uomo da assumere tutte le nostre difficoltà, le nostre paure, i nostri bisogni.
C’è un primo interrogativo che ci mette in discussione, è vitale chiedercelo: di fronte a questo atteggiamento di condivisione di Cristo noi cristiani siamo Suoi imitatori? 
Ma, continuando a leggere il Vangelo, ci rendiamo conto che Gesù va ancora oltre:

“… i discepoli gli dissero: il luogo è ormai deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi  a comprarsi da mangiare. Ma Gesù rispose: Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”.
Dio si preoccupa dei bisogni corporali delle sue creature e prende delle decisioni.
Quante volte nei nostri pensieri siamo tentati di vedere Dio lontano dai nostri bisogni quotidiani piccoli o grandi che siano.
Quante volte noi cristiani di fronte ai tanti problemi che affliggono l’umanità (senza andare troppo lontano, l’umanità che abbiamo davanti alla porta di casa) ci arrocchiamo in uffici parrocchiali, sacrestie e discorsi alti tipo Mes ed Europa unita…  
Questo Vangelo ci dice tutto il contrario.
Cristo interviene, soccorre l’umanità ma, attenzione, la soccorre servendosi della “collaborazione” della stessa umanità:

“Non abbiamo che cinque pani e due pesci! Ed Egli disse: Portatemeli qua”
Dio vuole che i discepoli condividano quel loro “poco”.
Su quel poco Dio sfama tutti.
La domanda nasce spontanea: Dio aveva bisogno di quel poco cibo degli apostoli?
Dato che è Dio, poteva tranquillamente dar da mangiare a tutti, senza aver bisogno di cinque pani e due pesci!
Certamente poteva ma, non lo ha voluto.
Dio chiede a tutti noi di condividere il nostro poco per sfamare tutti.
Apriamo le orecchie bene, Dio vuole che l’umanità si schieri:
O TI MANGI I TUOI CINQUE PANI E DUE PESCI DA SOLO;
O CONDIVIDI CON IL PROSSIMO E TI SAZI INSIEME A LUI.
Magari questo brano del Vangelo sarebbe stato utilissimo ai governanti europei che nei giorni passati hanno avuto grandi difficoltà nel redigere un piano di aiuti per i paesi in difficoltà!
Ah, scusate, ora che mi viene in mente, nella carta costituzionale europea hanno disconosciuto ogni identità con Cristo… 
La nostra storia di cristiani si concretizza nell’essere fratelli dei nostri prossimi. 
Dio vuol far passare la Sua abbondanza attraverso il nostro poco.
La Misericordia di Dio ancora oggi cerca dei cuori umani per potersi moltiplicare!  
Sai, questa Parola la  possiamo (come cristiani la dobbiamo) attualizzare concretamente tutti i giorni.
In primo luogo noi ci dobbiamo sentire fra i “più favoriti”, fra coloro che sono chiamati a distribuire i pani e i pesci ai fratelli che sono senza cibo.
Questo essere “favoriti” non ci porta ad arrogarci di un potere, bensì a vivere nel servizio!
Ma, per un attimo, pensa a quanto sarebbe brutto se coloro che sono chiamati a distribuire invece di  farlo, cominciassero a trattenere per sé…!
Che dici, non è rubare questo?
E allora chiediamoci come singoli e come società: 
Che facciamo con i nostri cinque pani e due pesci?
Ce li teniamo stretti stretti per noi?
In questa presa è scritta la condanna di fratelli che neanche conosciamo ma che sono soffocati dal nostro egoismo;
In questa presa è scritta la nostra condanna per l’eternità.
Il nostro metterci al servizio non è per “riparare” delle “disattenzioni divine” ma si tratta semplicemente di togliere dal nostro petto il cuore di Caino e permettere a Cristo di diventare il “cuore del mondo”.  
Un ultimo aspetto voglio far notare: quello che sto facendo in questo momento, cioè divulgare, portare al prossimo la Parola di Dio è anche una “moltiplicazione dei pani”, cui tutti i cristiani sono chiamati:
Anche tu sei chiamato a moltiplicare la Parola di Dio che hai ricevuto.
Come?
Portandola al prossimo, soprattutto con l’esempio!

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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