24/08/2020 09:57:51

Il Foggia di Zeman: l’inno al calcio d’attacco

Sono passati circa venti anni da quell’incredibile stagione 1991-1992, periodo fecondo per il calcio italiano che per merito del Foggia dei miracoli, diretto dall’allora sconosciuto Zdenek Zeman, ha saputo evolversi e ridefinirsi come mai accaduto prima. Il mister boemo, esteta intransigente del bel gioco, quasi 30 anni fa decise che la serie A non poteva essere semplicemente un torneo i cui protagonisti erano team che facevano del catenaccio un solido mantra sportivo; bisognava andare decisamente oltre. E in men che non si dica il tecnico nativo di Praga riuscì a trasformare i Satanelli in una squadra che era solita scendere in campo per attaccare e “martellare” l’avversario di turno. L’era degli schemi difensivi stava per giungere al termine poiché di lì a poco sarebbe sorta la mitica Zemanlandia, il parco divertimenti dedicato a tutti gli amanti di un calcio fatto di manovre avvolgenti e arrembanti, che avrebbe portato alla conquista del nono posto in campionato e a una mancata (per un soffio) qualificazione in Coppa Uefa. Signori, Rambaudi e Baiano, il tridente delle meraviglie, divennero l’emblema di quell’originale idea di pallone che cambiò per sempre lo sport più seguito al mondo. 
“Segnare un goal in più rispetto al rivale invece che prenderne uno in meno” era la nuova base teorica da cui partire per trionfare; poco importava se la linea arretrata non era all’altezza della situazione, poiché l’obiettivo ultimo era bucare più e più volte la rete nemica come in occasione delle 5 segnature al Verona, 3 al Bari e 4 all’Atalanta. Che spettacolo! Oggi per sperare di poter assistere a un revival così “fastoso” e made in Puglia, simile a quello proposto dall’allenatore ceco, è necessario almeno investire su strutture e impianti, diversamente un miracolo simil Foggia non potrà mai più ripetersi.

Una fonte d’ispirazione 
Il Foggia di Zeman ha davvero segnato un’epoca, quella moderna per intendersi, poiché è stato il primo team in assoluto a proporre un tipo di pallone dedito esclusivamente alla ricerca del bel gioco d’attacco che ha fatto scuola negli anni a venire. I dettami del boemo, soprannominato Sdegno dal presidente Pasquale Casillo per il suo essere sempre serio e imperturbabile, nomignolo certamente pittoresco ma sconosciuto ai più rispetto a quello del mitico Gabriel Omar Batistuta che era solito gonfiare la rete grazie a magie inenarrabili, furono “copiati” anche da altri club. Senza dimenticare il Pescara annata 2011-2012, che lo stesso Zden?k plasmò a immagine e somiglianza di quel famoso gruppo rossonero, ci sono stati squadre come il primo Barcellona di Pep Guardiola, il cui gioco si ispirò in un certo senso a quello del ceco se non altro per quella voglia di non coprirsi mai là dietro. Basta tener presente che l’ex giocatore del Brescia non ha mai nascosto il suo apprezzamento per le idee del tecnico che diresse anche Roma e Lazio e quasi 10 anni fa durante un’intervista così si espresse: ”Mi sembra che da sempre veda il calcio nella stessa maniera, lui va avanti. E trovare gente così per il calcio fa molto bene. Le sue squadre sono belle da vedere, rispettano la gente. Vanno avanti, non importa con chi giocano”. Difficile credere che la spalla di Roberto Baggio ai tempi delle Rondinelle non avesse ancora davanti ai suoi occhi Zemanlandia quando fu chiamato a costruire il Barça più forte di tutti i tempi.

Verona di Juric?: il nuovo Foggia 2.0.?
I pugliesi non potranno mai scordare la bellezza fatta a pallone, frutto del lavoro di Zeman e dei suoi fidati condottieri. E proprio perché tale ricordo è ancora vivido nonostante il trascorrere del tempo, sembra proprio che ci sia una squadra dell’attuale serie A che stia provando a emulare i Satanelli stagione 1991-1992. Di quale team si tratta? Del Verona di Juric. I gialloblu, classificatisi noni come accadde allora ai rossoneri, non hanno paura di nessuno, corrono tantissimo e mettono notevole intensità ogni volta che sono chiamati a contrastare le avanzate dell’avversario. Qualcuno definirebbe l’Hellas attuale alla stregua di un’Atalanta in miniatura, mentre per i pugliesi è un Foggia dei piccoli miracoli.  

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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