28/08/2020 11:04:52

Polemiche infuocate per gli scrutatori

Erano diversi anni, almeno una decina, che a Lucera non si teneva il sorteggio “secco” degli scrutatori con un metodo elettronico, visto che almeno negli ultimi sei c’era stata la pesca da una lista ristretta di disoccupati e studenti, e prima ancora i nominativi si ricavavano con l’estrazione di numerini di carta a cui poi si associava quello di iscrizione all’albo.
Quanto accaduto ha provocato una vampata di protesta, peraltro duplice, tra quelli che avanzano immancabilmente sospetti sulla procedura di cui si è occupato materialmente un computer, e quelli che a inizio marzo erano rientrati nell’elenco per il solo referendum, ma poi è stato annullato dal commissario prefettizio Ernesto Liguori.
E così i social sono diventati l’epicentro del dissenso, soprattutto quando sono comparsi i nomi di candidati alle elezioni comunali e pure quelli di dipendenti di Palazzo Mozzagrugno. Questi ultimi, secondo le legge, dovranno necessariamente rinunciare solo se “addetti o comandati, anche temporaneamente, a prestare servizio presso l'ufficio elettorale”, mentre i primi hanno l’obbligo assoluto. Pertanto, ci sarà certamente da attingere al gruppo delle riserve, ma questa circostanza non sembra certamente placare il malcontento per una questione che arriva a interessare anche la sensibilità personale.
“Risultano tante persone già con un lavoro, perché non fanno spazio a chi non ce l’ha?”, è uno dei commenti più frequenti che si leggono su bacheche e chat, attribuendo il problema proprio all’allargamento totale della platea dei nomi individuati in una seduta che è stata aperta al pubblico nella mattina di ieri. 

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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