02/09/2020 19:39:15

Salta in extremis l’apertura del ‘Covid hotel’

A Lucera il “Covid hotel” c’è ma non si vede, perché già in questa settimana il Palace nella zona Asi avrebbe dovuto aprire materialmente le sue porte, in modo da accogliere alcuni migranti che in questi giorni sono ricoverati all’ospedale D’Avanzo di Foggia, infetti da Coronavirus ma asintomatici senza fissa dimora
L’operazione era stata gestita piuttosto sotto traccia da Asl (che ha la responsabilità territoriale in materia epidemiologica) e Policlinico Riuniti che detiene la struttura ospedaliera in cui negli ultimi giorni sono state registrate parecchie turbolenze da parte di alcuni ospiti che si sono rifiutati di rimanere in quarantena, tanto che alcuni di questi sono pure scappati e poi fortunatamente rintracciati e ripresi.
Tuttavia nelle ultime ore pare sia saltato tutto, a causa di non meglio specificati “interventi politici” che avrebbero sospeso la procedura ormai arrivata a uno stato molto avanzato, visto che c’era già l’intesa di aprire le prime 30 stanze e la relativa attivazione dei servizi accessori come cucina, pulizie, sorveglianza e assistenza sanitaria. 

Cosa sia accaduto forse resterà per sempre un mistero ingoiato da una campagna elettorale per le Regionali che costituisce un elemento non favorevole in questo periodo di rinnovata criticità.
Antonio Tutolo, candidato nella coalizione del governatore Michele Emiliano ha subito espresso la contrarietà all’operazione: “Io ho lottato per avere anche a Lucera un hotel di quel tipo - ha dichiarato a Luceraweb -  ma con ben altri scopi e soprattutto a disposizione di gente tranquilla e collaborativa. Non ho niente contro i migranti, ma non mi pare abbiano dimostrato serenità nella loro gestione sanitaria. Aprissero qualche caserma chiusa, sono certo che avrebbero anche meno difficoltà a ospitare queste persone bisognose di supporto”.

L’individuazione di alberghi in cui trascorrere l’isolamento Covid risale al mese di aprile scorso quando Regione Puglia e Protezione civile avevano siglato un accordo con le Associazioni di categoria del turismo per destinare alcune strutture ai fabbisogni per l’emergenza Coronavirus, con un costo indicativo di 30 euro (+Iva) a camera. Per la Capitanata erano state individuate una decina di location (una trentina in tutta la Puglia) in cui accogliere persone che, sulla base delle valutazioni ed indicazioni della Asl, erano impossibilitate a stare in isolamento presso la propria abitazione, sia personale sanitario che singoli cittadini, per evitare contagi nel proprio nucleo familiare.

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0117s.