09/09/2020 20:58:37

Tre domande a tutti i candidati

Sarà che il pronostico è il più incerto degli ultimi anni, e quindi che molti si guardano con sospetto e attenzione a non bruciarsi rapporti per eventuali futuri sviluppi, sarà che l’emergenza Covid dirada i rapporti umani e quindi i social sono definitivamente diventati le piazze su cui si tiene la campagna elettorale, fatto sta anche a Lucera queste settimane si trascinano via sonnacchiose (tranne qualche piccola fiammata giusto per marcare il territorio) verso l’appuntamento del 20 e 21 settembre, quando dovrà essere rinnovata l’Amministrazione comunale.
In effetti la casistica di un probabile ballottaggio è talmente variegata che ormai esistono delle vere e proprie griglie entro cui inserire i due concorrenti ancora in campo e gli altri quattro in panchina, in attesa di una chiamata, per cui le combinazioni sono tantissime e solo a partire dal pomeriggio del 22 settembre (quando è previsto lo spoglio della fatidica scheda azzurra) potrebbe cominciare la competizione più concreta verso Palazzo Mozzagrugno.
Luceraweb ha provato a far uscire allo scoperto i candidati sindaco, almeno con alcuni elementi oggettivi che dovranno caratterizzare i giorni successivi al primo turno, ponendo tre domande ciascuno: 1) C’è disponibilità a un apparentamento? 2) Da quanti membri sarà composta la nuova Giunta? 3) Quale sarà il primo provvedimento del nuovo esecutivo?

Giuseppe Pitta: L’ipotesi di un apparentamento la escluderei, perché poi si tratterebbe di sacrificare una parte della squadra che ha lavorato fino al primo turno, e non mi sembra né giusto né corretto. La mia Giunta sarà composta de sette membri, uno per lista della coalizione, più uno di mia personale indicazione, così come la carica di vice sindaco. Naturalmente deve essere fatta una valutazione sulla competenza dei nominativi proposti, perché questo è un aspetto fondamentale a beneficio della città. Il primo atto sarà l'istituzione del banco sociale permanente, gestito dagli uffici comunali agli ex Servizi sociali di Via Petrarca, dopo opportuna variante all'attuale progetto.

Francesco Di Battista: Io vorrei fare un apparentamento con i cittadini che non mi hanno votato al primo turno, e non con candidati e partiti, anche perché so bene che certi discorsi di spostano sui tavoli provinciali, e queste dinamiche non mi piacciono affatto. Naturalmente, però, le valutazioni vanno fatte con il resto della squadra. Quanto alla Giunta, bisogna attendere sempre i nomi degli eletti, io penso di incaricare il minor numero possibile di persone anche per una questione economica legata all’ente in difficoltà, senza dare importanza alla prima delibera, perché in questo momento ci vuole concretezza e non atti simbolici.

Dalila Brescia: Le valutazioni sull'apparentamento vanno fatte dopo aver visto chi c'è. Il numero dei membri della Giunta sarà minimal, consono con lo stato attuale delle finanze dell’ente, ma non si potrà prescindere da specializzazioni nei singoli campi, specie in tema di bilancio dove non sarà sufficiente un commercialista ma una persona che si occupi quotidianamente di bilanci pubblici. Il primo atto sarà scritto insieme tra maggioranza e minoranza, perché la prima opera da ricostruire è la pacificazione, innanzitutto sociale. Basta odio.

Giuseppe De Sabato: La mia Giunta dovrà essere molto snella e capace di interpretare il particolare momento amministrativo e finanziario della città, composta di esperti dei rispettivi settori assegnati. Confermo la mia intenzione di ricorrere alla figura del consigliere delegato, naturalmente prima modificando lo Statuto comunale. Il primo provvedimento riguarderà certamente un’analisi approfondita della situazione ambientale e della tutela della salute. Sugli apparentamenti io penso che le valutazioni vadano fatte dopo aver visto come la città si è espressa al primo turno, e poi vedere se ci sono le condizioni per intese sulle cose da fare e con chi. 

Raffaella Gambarelli: La Giunta dovrà essere composta da sette assessori, non necessariamente consiglieri, ma innanzitutto competenti nel proprio ramo. La prima cosa da fare sarà uno studio accurato sulla situazione finanziaria del Comune. Basta delibere di spesa con copertura di fondi più virtuale che reale. E poi c’è sicuramente da risolvere la questione dei suoli della zona 167. Il Movimento 5 Stelle è aperto a dinamiche di governo con altre forze, ma che si  fondino su punti programmatici ben definiti e non generici. Non ci interessano le alleanze fine a se stesse ma un contratto di governo con questioni chiare e precise. 

Fabrizio Abate: Sarà una Giunta a sette, con competenze specifiche per ognuno in relazione alle deleghe assegnate. Il primo atto sarà l'avvio della procedura di spostamento della cubatura prevista dal Piano Urbanistico sui 13 ettari di Via Biccari, in modo da redistribuirla su altre zone della città, partendo da quelle più svantaggiate negli indici di edificabilità. Sull'apparentamento non ho preclusioni e ho massima disponibilità a dialogare con chiunque, ma bisogna vedere cosa succede al primo turno e su quali programmi trovare eventuali intese, naturalmente basate su elementi affini nel progetto che stiamo proponendo alla città.


Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0293s.