11/09/2020 08:06:39

Scuole lucerine pronte per la campanella

Come si stanno preparando le scuole lucerine alla prima campanella del 24 settembre? Se lo stanno chiedendo le migliaia di famiglie che si apprestano a far ritornare in classe i propri figli, con un inizio delle lezioni che all’epoca Covid presenta più incognite che certezze, anche e soprattutto dal punto di vista sanitario.
I tre istituti comprensivi, attraverso i rispettivi dirigenti, si dichiarano sostanzialmente pronti, sebbene per tutti ci siano ancora delle carenze da colmare sulla base delle richieste effettuate. Le difficoltà sono state gestite con accorgimenti temporanei da eliminare quando molti tasselli in materia di forniture, personale ed edilizia andranno al loro posto. 
Per tutti, comunque, gli ultimi mesi sono stati di intenso lavoro in tutti i plessi dove vengono accolti alunni di ogni età, ciascuno con caratteristiche ed esigenze diverse che possono variare anche di parecchio per una serie di elementi strutturali e urbanistici. 

Alla Bozzini-Fasani, con i suoi quattro edifici da gestire, il dirigente Pasquale Trivisonne riferisce di una situazione non troppo complessa, considerata la disponibilità di mobilio già sufficiente, mentre sarà necessario abbattere qualche tramezzo in Via Raffaello utilizzando una parte dei fondi intercettati dal Comune, ossia quei 160 mila euro con cui adeguare e adattare meglio alcuni spazi degli istituti di proprietà. Per tutti, comunque, sono stati individuati ulteriori aperture da utilizzare per ingressi e uscite, forse senza nemmeno la necessità di scaglionare gli orari. Al rione Cappuccini, dove peraltro è stato avviato anche un corso di secondaria di primo grado, addirittura ci sono ambienti di grandezza superiore alle esigenze. Per il resto è già disponibile un’adeguata dotazione di gel e mascherine, in modo da iniziare con la maggiore sicurezza possibile.  

La sicurezza è anche la parola più ricorrente nel resoconto di Francesca Chiechi, dirigente del Tommasone-Alighieri, forse la scuola che sconta una vetustà strutturale superiore alle altre. Il problema più impellente riguarderebbe l’organico di insegnanti e collaboratori, visto che sono state divise tutte le quarte e quinte classi della primaria (da otto sono diventate sedici) e alcune della secondaria di primo grado, mentre gli spazi sono stati recuperati da aule dismesse e dallo smantellamento di alcuni laboratori. Altra questione di grande importanza è la manutenzione ordinaria (di competenza del Comune) che avrebbe bisogno di numerosi interventi, mentre sul fronte banchi risultano già tutti pronti, perché acquistati con fondi propri già dalla scorsa primavera. Sugli ingressi è previsto il rifacimento del viale laterale alla scuola dell’infanzia ex Gil, mentre per la Dante ci sarebbe l’ipotesi di utilizzare e condividere l’accesso dell’Ipia, in attesa di creare un nuovo accesso nell’edificio che al momento ne presenta solo due. 

Infine la Manzoni-Radice, dove la dirigente Concetta Bianco evidenzia la mancanza di oltre 200 banchi singoli, carenza colmata per il momento con una disposizione sfalsata di quelli doppi, in aule dove comunque viene garantito il distanziamento di un metro. Sono stati individuati quattro ingressi/uscite, ricorrendo anche al grande cortile interno su cui è previsto il rifacimento (con la propria quota dei fondi Pon) di una parte della pavimentazione, creando una sorta di pista di asfalto che servirà da percorso obbligato. Alla Manzoni, invece, il problema degli spazi è più importante, anche perché restano ancora chiusi i due fabbricati adiacenti il corpo centrale, l’unico aperto dopo profondi interventi di ristrutturazione. Al momento ci vorrebbero due aule in più, per ora ricavate nella palestra e nell’aula magna, in attesa di possibili allestimenti di moduli semoventi che avrebbero adeguata sostituzione. Gli ingressi saranno due, uno maggiormente vigilato a seguito di problemi di tenuta statica del cornicione sovrastante, anch’esso da rifare attingendo ai fondi già pronti per la piccola edilizia. Anche in quella zona, infine, non mancano gli odiosi abbandoni di rifiuti, con buste lanciate inspiegabilmente nel recinto da cittadini incivili.  

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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