12/09/2020 23:43:50

Cambia il mondo

Vangelo (Mt 18,21-35)
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Il commento di Michele Cuttano, diacono     
Il brano del Vangelo di questa settimana è fuori da ogni ottica umana;
Questo brano allontana la Fede cristiana da qualsiasi altro credo sulla faccia della terra: PERDONA.
La Parola di questa Domenica ci coglie tutti in difetto.
Pietro, sempre lui, si avvicina a Gesù con una di quelle domande che qualche volta ci “vengono” quando incontriamo determinate persone…: 

“Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello che pecca contro di me?”
Ditemi, chi di noi non ha una persona concreta che, sistematicamente, si diverte ad umiliarci, ad offenderci, a parlare male di noi, che ci ha rubato un qualcosa, che ci ha fatto del male seriamente?
Un parente, un amico, una persona cara che già tante volte abbiamo perdonato, dimenticato e che eppure continua…  
Diciamoci la verità, la nostra ottica di vita a riguardo è fortemente legata alla legge del taglione:
Occhio per occhio dente per dente, cioè, quello che l’altro ti ha fatto, fallo anche tu a lui.
I più “generosi e buoni” confondono (volutamente) il perdono con l’indifferenza, tenendo lontano certe persone moleste.
L’espressione più comune a riguardo è questa: “Non la odio, per me è come se non esistesse!”  
Con Gesù la suonata cambia: “Quello che Dio ha fatto a te; tu fallo all’altro”.
Nel brano del Vangelo un Re condona un debito enorme, diecimila talenti (pensa che le rendite annuali di Erode il Grande erano novecento talenti), ad uno dei suoi servi che, disperato, lo supplica.
Questo servo, condonato, a sua volta, aveva un conoscente che gli doveva dei soldi (una somma infinitamente più piccola di diecimila talenti): 

“Appena uscito quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva, -Paga quel che devi-”.
Dobbiamo assolutamente capire dove questa Parola di Gesù vuole incarnarsi in noi, nella nostra vita, non vederla riflessa in situazioni che non ci appartengono, altrimenti rischiamo di ridurre il cristianesimo ad una bella filosofia.
Nella vita non ci sono solo perdoni su fatti eclatanti, storici…, ci sono quelle situazioni di tutti i giorni, quelle situazioni che ogni tanto, purtroppo, sfociano in tragedie familiari, in cui letteralmente la mente si ottenebra  minata  dall’odio, dal desiderio di vendetta. 
Ad esempio, il perdono nella vita di coppia, quante ne sentiamo tutti i i giorni di coppie che scoppiano!
La maggior parte dei matrimoni si sfasciano per l’incapacità di perdonare anzi, su certi argomenti, il perdono non esiste neanche a livello concettuale. 
Perdonare o separarsi?
Quanti giovani coppie che conosco, incamminati nel matrimonio verso una terra dove scorre latte e miele, si sono poi ritrovati in una valle di lacrime.
E quando inizia ad andar male nei matrimoni le conseguenze sono molteplici e quelli che pagano il conto sono i più deboli…
Eppure, Cristo anche dalle nostre ceneri quotidiane, dai nostri fallimenti, potrebbe ricostruire alla grande.
La rivoluzione più grande della storia è proprio il Perdono cristiano e, credimi, ci vuole coraggio a perdonare e non basta solo quello…
La Chiesa, tutti noi cristiani, siamo chiamati ad avere il coraggio di annunciare e testimoniare questo amore.
La testimonianza più vera è quella di dare l’esempio.
E allora anche le nostre parrocchie devono diventare esempi viventi di perdono, laddove c’è la presenza di un cristiano si riconosce dal perdono.
Dal Perdono il cristiano trae la vera pace, dal perdono l’umanità può ritrovare la speranza. 
Il cristiano è chiamato anche a saper ascoltare chi vive in difficoltà, a saper consigliare; quante volte con il nostro parlare abbiamo “acceso dei fuochi” fra colleghi d’ufficio, fra amici, nei condomini, impedendo poi una riconciliazione, portando le situazioni a degenerare?
Voglio evidenziare un altro aspetto fondamentale del perdono cristiano: non bisogna solo saper perdonare ma anche saper chiedere perdono.
Anche quando siamo chiamati a perdonare abbiamo qualcosa da farci perdonare……
Non tutte le “offese che riceviamo” sono immotivate, non sempre siamo “anime innocenti”, ti pare?
Coraggio, di fronte ai nostri fratelli “nemici” mettiamoci un pò in riflessione e ricordiamo tutte le volte che siamo stati PERDONATI DA DIO…
Come cambierebbe il mondo s
e almeno i cristiani perdonassero!  

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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