15/09/2020 09:10:26

In carcere, ma con il reddito di cittadinanza

Interessa il territorio di tutta la provincia un’operazione della Guardia di finanza di Foggia che ha effettuato controlli sulla spesa pubblica nazionale, scoprendo 30 persone che stavano percependo il Reddito di Cittadinanza pur non avendo diritto, perché detenuti in carcere o perché con familiari detenuti.
La concessione del sostegno economico quale misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale è in effetti subordinata a una serie di requisiti reddituali e patrimoniali, oltre alla compatibilità che i nuclei familiari devono possedere cumulativamente al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio. 
Tra i requisiti ci sono la mancata sottoposizione a misure cautelari personali di chi ne fa richiesta. Se a essere sottoposto a detenzione è invece un componente del nucleo familiare del richiedente, allora il sostegno economico è ridotto secondo parametri prefissati in norma. 
Le verifiche degli uomini della Compagnia di San Severo hanno riguardato la posizione di 169 soggetti che dall’entrata in vigore del provvedimento sono stati rinchiusi in una casa circondariale della Capitanata. 
È così emerso che 30 soggetti hanno indebitamente percepito il sostegno, perché 3 hanno presentato direttamente la domanda per ottenere il beneficio mentre erano in stato di detenzione carceraria; 12 non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione; 6 avevano familiari detenuti, omettendo di indicare nelle istanze per il beneficio la condizione detentiva del componente del proprio nucleo familiare, ottenendo il reddito senza riduzioni; 8 non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione del familiare, continuando a percepire indebitamente il sussidio in forma piena; uno era stato allontanato dalla casa familiare, su ordine dell’autorità giudiziaria.


Tra questi detenuti figurano soggetti sottoposti a misura detentiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione.
Tutte le posizioni illecite fatte emergere dai Finanzieri sono state segnalate all’Inps per la revoca e il recupero del beneficio che ammonta in totale a circa 200 mila euro, con i destinatari denunciati penalmente per false dichiarazioni e omesse informazioni dovute. 

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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