11/10/2020 20:13:26

La campagna elettorale dei vincitori

Appena arrivato in Via Federico II, quando la vittoria era ormai nei numeri che stavano provenendo dai vari seggi, il nuovo sindaco di Lucera Giuseppe Pitta ha quasi scansato l’abbraccio del padre per andare a cercare quello di Antonio Tutolo. Il neo consigliere regionale lo attendeva nei pressi del comitato elettorale, dopo che nei minuti precedenti aveva svolto le funzioni di rappresentante di lista in uno dei seggi della vicina scuola Tommasone, ma quando si è accorto che nemmeno lì Fabrizio Abate era riuscito a sfondare (pur “aggiudicandosi” cinque sezioni), allora si è alzato per dare inizio ai festeggiamenti della vittoria.
Tutolo si è impegnato in prima persona nella campagna elettorale per le Amministrative, era nella naturalità delle cose, ma ci ha messo forse ancora più partecipazione dopo gli ultimi giorni in cui sono volate accuse reciproche tra i due schieramenti pronti per il ballottaggio, peraltro chiudendo il cerchio a quello che ormai si è rivelato il colpo perfetto.
Lui a Bari, Pitta a Palazzo Mozzagrugno e quindi la prosecuzione di un’esperienza amministrativa che però deve ancora cominciare con delle caratteristiche tutte sue. 
Giuseppe Pitta, 34 anni, praticante avvocato, è il terzo sindaco più giovane della città, dopo Paolo Spina (27 nel 1948) e Libero Giulio Follieri (32 nel 1946), e si presenta alla città con il vantaggio di una coalizione sostanzialmente rodata ma pure con questa ombra fissa, addirittura cercata in campagna elettorale, del neo consigliere regionale che ora potrebbe fungere da “garante e arbitro” delle controversie che inevitabilmente sorgeranno, forse anche a breve. Il diretto interessato ha tenuto a far sapere di voler rifiutare qualsiasi ruolo di "guida", dando disponibilità solo per qualche consiglio, qualora richiesto.

C’è una circostanza recente che certifica con precisione il fatto che Pitta non è e non può essere Tutolo: negli ultimi giorni era circolato un video il cui testo era sostanzialmente copiato da un suo precedente comizio, a seguito del quale praticamente nessuno ha avuto da obiettare, nonostante i toni tutt’altro che distensivi. Ma è bastato che lo leggesse Pitta per scatenare una bufera che forse gli ha fatto pure perdere consensi e farne guadagnare altri al suo avversario, dimostrando in maniera lampante che spesso non è cosa si dice, ma soprattutto chi. E questo potrebbe valere anche per la sua stessa maggioranza.
E non è escluso che di questi “bagni” il neo sindaco ne possa fare altri, a meno che non riesca a togliersi di dosso quella che a molti appare come una certa aura di supponenza (mai ammessa pubblicamente ma fortemente sgradita a Fabrizio Abate e Francesco Di Battista che infatti se ne sono andati non accettando la sua investitura attribuita dal "gruppo"), iniziata di fatto esattamente un anno fa, quando chiese a Tutolo di accelerare il processo decisionale per l’individuazione di un esponente di coalizione per le Regionali. Era un’auto candidatura che non  piacque affatto al leader, tanto che poi confidò di non essere mai stato convinto della scelta di Pitta, poi effettivamente decaduta. E si è visto pure nei fatti, anche se poi, a guardare bene, Pitta candidato alla Regione (qualora fosse stato collocato sempre nella lista "Con"), non avrebbe avuto difficoltà a racimolare più di 2.378 voti ottenuti dal secondo in lista Rino Pezzano. Comunque sia, sono evidenti le sue ambizioni di dedicarsi pienamente alla politica, e questa elezione rappresenta un altro segmento di un percorso già invidiabile per la sua età, dopo essere stato consigliere comunale, delegato provinciale all'Ambiente e poi presidente del Consiglio. Questa, però, è la prova più importante, e non sono pochi quelli che lo aspettano al varco, per misurare spessore e valenza nelle decisioni da prendere, specie venendo dopo uno che del decisionismo (talvolta forzato e fuori luogo) ha fatto la sua cifra amministrativa.

A ogni modo, ad assembramento ancora in corso in Via Federico II, emergevano le prime domande di carattere politico con altrettante questioni da risolvere, e tutt’altro che semplici, anche alla luce della nuova geografia del Consiglio comunale che vede una maggioranza con diversi neofiti, a cui si aggiungono altri affetti da mutismo o assenteismo cronico, senza contare che parecchi potrebbero essere riconfermati in Giunta. Di contro c’è un’opposizione di accresciuto livello qualitativo (almeno sulla carta non ci dovrebbero essere mummie), pronta a dare battaglia su numerosi argomenti, a partire proprio dagli aspetti finanziari. 
Ma se Fabrizio Abate è passato dall’altra parte, chi sarà il nuovo assessore al Bilancio? Quale profilo risulta adeguato al delicato compito? Questa è solo la prima di una serie di domande (un'altra impellente riguarda i Servizi sociali) a cui rispondere, assieme a quella di trovare i giusti equilibri in tutte le liste, considerando le rispettive proposte sul membro da portare in esecutivo e sul ripescaggio dei primi dei non eletti
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Antonio Tutolo in versione rappresentante di lista

Ci sono almeno un paio di formazioni in cui le idee non sono proprio precise, mentre i paletti sulla composizione erano stati già messi in una risposta a Luceraweb: “La mia Giunta sarà composta de sette membri – disse Pitta un paio di settimane fa - uno per lista della coalizione, più uno di mia personale indicazione, così come la carica di vice sindaco. Naturalmente deve essere fatta una valutazione sulla competenza dei nominativi proposti, perché questo è un aspetto fondamentale a beneficio della città”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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